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venerdì 29 agosto 2014

0 GAZZETTA - Ma Inler si è così imbrocchito da non meritare neanche un minuto di gara?


Ma se gli errori individuali e di reparto sono quelli che costano l’eliminazione, è alla totale assenza di un gioco che ci si deve riferire per spiegare una serata così infelice. Fuori in partenza visto il risultato dell’andata, il deludente Benitez lascia passare l’intero primo tempo senza minimamente curarsi di giocare. Chiude in qualche modo le vie d’accesso all’area, con Albiol costretto ad allargarsi sull’intero settore centrale perché Koulibaly non ne azzecca una, rischia soprattutto su corner e situazioni limitrofe (Gurpegi e Laporte si divorano due occasioni cantate), ma appena qualcuno conquista il pallone lo calcia in avanti in modo rugbistico, nella speranza che Higuain riesca a distillarci qualcosa. Di gestione non è il caso di parlare: i baschi hanno la pessima abitudine di piazzarsi su ogni linea di passaggio, e il loro pressing alto, oltre a smascherare alcuni imbarazzanti disagi tecnici dei partenopei, finisce invariabilmente per far arrivare la palla sui piedi di Gargano.
Non proprio l’uomo deputato alla regia, ma di Jorginho non ci sarà traccia sino al fischio finale (ma Inler è così imbrocchito da non meritare nemmeno un minuto in due partite?). Callejon soprattutto e Mertens rinculano per aiutare i terzini, Hamsik si sbatte senza trovare una giocata, il solo Higuain ruggisce come un leone in gabbia, più che altro per trattenere un paio di baschi dalle sue parti ed evitare assembramenti in zona Rafael.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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0 L'AG. di Pandev retwitta: "La colpa è di due persone"


Carlo Pallavicino, agente di Pandev, ha retwittato il seguente messaggio sul suo profilo Twitter: "Ciao Carlo, ma che fine dobbiamo fare? Tutta colpa del presidente e di Benitez! A malincuore, Goran vattene che è meglio".

Fonte: NapoliMagazine.com
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0 Rabbia Champions, il futuro di Higuain: il contratto da 5.5mln potrebbe non bastare!


Higuain, rabbia Champions. Il Campione. Con quella sua faccia da Peter Pan che ha appena smarrito il segreto del volo, Gonzalo Higuain si morde la lingua per evitare di farsi scappare frasi di cui potrebbe pentirsi. Non è bastata la sua carica agonistica per superare i preliminari Champions per una staione importante per il suo futuro. Higuain ha ricevuto coccole da molti altri club in questa lunga estate: dal Barcellona, per esempio, ma anche dall'Arsenal. Ovvio che sia una corte a cui non si resta mai indifferenti del tutto. Ma altrettanto logico che ha un contratto in scadenza nel 2018 e uno stipendio che non ha nulla da invidiare a un club di Premier o Bundesliga: 5.5 milioni netti l'anno. Il suo futuro qui dipende da quello che il Napoli farà quest'anno

Fonte: ILMattino
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0 Il 'monologo' di Benitez sortirà l'effetto sperato?


L’allenatore spagnolo non aspettava altro e non s’è tirato indietro, parlando a lungo e con toni a tratti concitati con il presidente del Napoli: è stato più un monologo che un contraddittorio, ma allo stesso tempo uno sfogo dell’allenatore. A metà strada tra difesa e accusa. Benitez non ha fatto solamente autocritica, ha ribadito anche il suo punto di vista sui troppi buchi neri di un’estate scellerata, che ha finito per inghiottire il Napoli. La Champions League è persa e la contestazione dei tifosi è dilagata in un crescendo d’offese dalle tribune dello stadio San Mames ai social network. Accuse per tutti: società, allenatore e giocatori. E nemmeno un curioso all’arrivo a Capodichino degli azzurri, ieri nella tarda mattinata: stanchi, tristi e snobbati i giocatori azzurri. De Laurentiis aveva invece già ritrovato un po’ di mordente, convinto evidentemente dai chiarimenti di Benitez. «Niente facce avvilite: ora saremo più forti in campionato... », ha subito rilanciato la sfida il presidente, poco prima di mettere piede sulla scaletta dell’aereo.
Poi non ha voluto dire altro: è il momento dei fatti, non delle chiacchiere. A parlare e spiegare, ci ha pensato Benitez. «Sapevamo che poteva essere molto difficile e purtroppo è successo. Ora dobbiamo pensare al futuro e a migliorare innanzitutto la nostra fase difensiva, con tutto l’organico a disposizione... », ha ripreso il controllo il tecnico spagnolo, mascherando non senza fatica la sua cocente delusione. Voltare pagina è una necessità impellente e inderogabile, per il Napoli: dietro l’angolo c’è il debutto di domenica sera in campionato, sul campo del Genoa. Elaborare lo choc per la prematura uscita di scena dalla Champions non sarà affatto facile, però: con i tifosi sul piede di guerra e tantissimo sconcerto pure all’interno della società e della squadra. Tutti in attesa di spiegazioni da parte di Rafa, che sembra avere almeno le idee chiare su quello che è successo. «Questa sconfitta non è dipesa solamente dal mercato: pure il Mondiale ci ha fatto presentare alla doppia sfida contro l’Athletic in una situazione di svantaggio, con tanti giocatori rientrati più tardi dalle vacanze. Ma sono stati soprattutto i nostri errori a farci perdere: bisogna lavorare per correggerli», ha ammesso l’allenatore degli azzurri, tirando le somme del suicidio al San Mames. La notte di Bilbao, breve e insonne, con tutta la città coinvolta nella festa dei tifosi baschi, è durata troppo poco per portare consiglio. Si imporranno altri chiarimenti e confronti dopo quello di ieri mattina. L’uscita dalla Champions ha quanto meno spazzato via l’incertezza, anche se è successo nel modo che nessuno si augurava. Ora il Napoli sa una volta per tutte che tipo di stagione lo aspetta e può lasciarsi alle spalle le gravi esitazioni degli ultimi due mesi, pagate a caro prezzo soprattutto sul mercato. Il campionato è la priorità assoluta, con Europa League, Coppa Italia e Supercoppa come traguardi di scorta. Al San Mames è svanito un sogno, ma è presto per gridare al fallimento e allo sfascio. Il primo compito di Rafa sarà rianimare i giocatori: in particolare Higuain (il più deluso) e Callejon, controfigura del cecchino scoperto dal San Paolo. Tutt’e due sono stati sfiorati dalla pazza idea di cambiare aria e adesso devono ritrovare le giuste motivazioni. Il resto spetta alla società, che ha tempo fino al primo settembre per intervenire sul mercato. «Mi gioco lo scudetto», aveva detto a Dimaro il presidente. È l’ultima chance per trasformare quelle promesse in fatti.

Fonte: Repubblica
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0 Lucas Leiva ha dato la disponibilità a trasferirsi al Napoli


È cambiato poco rispetto all’organico dello scorso anno. La partenza di Fernandez è stata rimpiazzata con l’arrivo di Koulibaly, mentre De Guzman ha sostituito Behrami. Giocatori di livello medio, come lo stesso Michu, che non hanno migliorato la qualità. Da qui nasce il malcontento dei tifosi che avrebbero voluto un paio di top player per potersela giocare con Juve e Roma, in campionato, e per andare il più avanti possibile in Europa. Qualche altro acquisto, in ogni modo, dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Lucas Leiva sembra quello più vicino. Il reparto per il quale si sta adoperando Riccardo Bigon è proprio il centrocampo. Sfumato Fellaini, l’interesse del direttore sportivo è tutto su Lucas Leiva del Liverpool, col quale Benitez ha già avuto diversi colloqui telefonici. Il brasiliano ha dato la disponibilità per il trasferimento a Napoli.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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0 Pandev deve solo scegliere tra 7 pretendenti


Tempo utile? Chissà. Se lo chiede Pandev direttamente dalla Macedonia, dove ha trascorso i giorni senza Champions e la giornata di pausa concessa al gruppo di ritorno da Bilbao e in vista della prima di campionato:il Milan ha pensato e pensa ancora al suo ingaggio, e nell'ordine è finito nei pensieri di Fiorentina, Tottenham e Galatasaray. E non solo: offerte dagli Emirati e anche gli occhi di Marsiglia e Monaco puntati sui suoi numeri. Ha mercato. Ha stoffa: pochi giorni e via, si vedrà. Null'altro da dire, invece, su Zapata: finito in lista di sbarco e poi stoppato nell'arco di una settimana. Torino e Udinese a bocca asciutta, il Napoli fa sapere che resterà in azzurro: evidentemente non s'è verificata la possibilità di prendere un sostituto ritenuto all'altezza.

Fonte: Corriere dello Sport
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0 Rosati e Donadel via solo nelle ultime ore, Zapata resta


Non è previsto nessun altro arrivo in attacco. Nonostante la pressione del Torino per arrivare a Zapata, il club azzurro non ha intenzione di cedere l’attaccante colombiano almeno in questa sessione di mercato. Sono altre le cessioni sulle quali sta lavorando il direttore sportivo azzurro Bigon. In partenza Dzemaili, lo svizzero che piace al Milan: la trattativa potrà avere un’accelerata decisiva con un punto d’incontro da trovare a metà strada tra richiesta ed offerta. Per il nazionale svizzero, protagonista ai Mondiali in Brasile, si sono messe anche squadre tedesche. Da sistemare anche Pandev, il discorso con l’Herta Berlino ha subito un rallentamento, il macedone preferirebbe il Milan. Oggi potrebbe essere una giornata decisiva per definire la sua situazione. In uscita il portiere Rosati e il centrocampista Donadel. Per tutti e due potrebbe aprirsi qualche spiraglio in prestito nelle ultime ore di mercato.

Fonte: ilMattino
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0 Auriemma: "De Laurentiis 'ingannato' dalla Champions. Benitez testardo: reclama solo..."


De Laurentiis, Benitez e la squadra: nessuno è immune da colpe. Sarebbe stato corretto evitare cessioni sanguinose (leggi Behrami) e dismissioni ormai prossime per avere un organico compatto e con gli innesti da tempo reclamati a centrocampo. Contrariamente da quanto solitamente fatto, De Laurentiis non ha rinforzato il settore con almeno un calciatore di grande spessore, ma si è fatto ingannare dalla possibilità di prenderlo a Champions raggiunta. E quando ha cambiato idea, era troppo tardi. A Benitez va reclamata la testardaggine nel reclamare acquisti rientrati unicamente nella sua ristretta sfera d’interesse tecnico, a cominciare da Mascherano. La squadra ha dimostrato di non essere un gruppo compatto, di aver smarrito quell’anima che negli anni addietro aveva permesso di ottenere risultati insperati

Fonte: TuttoSport
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1 RETROSCENA - Ecco perchè è saltato l'affare Lucas Leiva


Lucas Leiva è praticamente saltato in chiave Napoli. Il Liverpool non ha accettato le condizioni del Napoli che prevedevano prestito oneroso e condivisione dell’ingaggio del mediano da parte dei due club. Non arriveranno rinforzi in difesa così come in attacco dove potrebbe invece rimanere Goran Pandev almeno fino a gennaio.

Fonte: TuttoSport
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0 Tutino: "Una grande emozione vestire la maglia del Napoli, Benitez mi diceva..."


Un giovane dalle grandi aspettative, un ragazzo napoletano con la maglia del Napoli tatuata sul cuore, un ragazzo semplice, ma deciso, voglioso di far conoscere a tutti le proprie qualità. Ha lasciato la Primavera azzurra soltanto questa estate per approdare al Vicenza, ma la sfortuna ha voluto che un brutto infortunio, rottura del crociato, lo tenesse lontano dai campi. Operato da qualche giorno, ma già carico per mettersi subito a lavoro e tornare, con le dovute tempistiche, in campo quanto prima: Gennaro Tutino è stato raggiunto, in esclusiva dalla redazione de IlNapolionline.com, e queste sono le sue dichiarazioni:
Come stai dopo l’intervento?
“Il peggio è passato, l’operazione è andata bene e comincio a stare meglio. Lunedì andrò al centro del Dott. De Nicola per cominciare la riabilitazione per circa un mese. Cercherò di lavorare al meglio, senza affrettare i tempi, ma crescere anche strutturalemente”.
Essere napoletano e vestire la magli azzurra è sempre una forte emozione, soprattutto per chi come te è cresciuto in questa città
“Vestire la maglia del Napoli è una grande emozione. Sono di Napoli e questo mi rende orgoglioso. So di dover dare il massimo per poter arrivare in prima squadra, al momento è un sogno e so che è molto dura: gli ostacoli sono sempre dietro l’angolo”.
Essere ‘profeta in patria’ è anche difficile, lo si è visto con quello che è accaduto a Lorenzo Insigne
“Lorenzo è un ragazzo di cuore, sente la pressione magari, in più rispetto agli altri, ma saprà uscirne alla grande e dimostrerà ancora di più il proprio valore”.
Mi racconti qualche aneddoto di Rafa Benitez? Da fuori è un tecnico molto simpatico e permissivo, ma credo che nello spogliatoio sappia e bene usare il pugno duro
“E’ uno degli allenatori più importanti al mondo. Ci sono momenti in cui scherza e in altri dove chiede il massimo. E’ sempre al contatto con i giocatori, ma sa quando farsi da parte per lasciare spazio alla crescita del gruppo. A me cosa diceva? Di tagliarmi i capelli (ride, ndr). A parte gli scherzi, mi diceva di essere meno lezioso lontano dalla porta ed essere concreto in zona gol”.
Genny, ma te lo ricordi quel gol alla Juve con la Primavera?
“Certo che me lo ricordo. E’ stato il gol più emozionante che ho segnato da quando sono con il Napoli. Era una finale di coppa Italia, contro la Juventus e nel loro stadio. Fare gol alla Juve e con la maglia el Napoli, una gioia immensa”.
Tante squadre interessate a te, poi la scelta di Vicenza, come mai?
“Vicenza è una grande piazza e in Lega Pro, e non solo, è una della più prestigiose. Piazza importante e tifosi caldi. Penso di aver fatto la scelta migliore per la mia crescita da calciatore e da uomo”.
E la Juve Stabia? Si parlava di te come prossimo acquisto, poi perché è saltata la cosa se trattava poi c’è stata?
“La possibilità c’era, sapevo di qualche interessamento. La Juve Stabia e Castellammare di Stabia rappresentano una piazza importante, ma io e la mia famiglia, abbiamo preferito un trasferimento al nord per cambiare aria e avere esperienze diverse”.
Serie B o Lega Pro, il Vicenza ti aspetta per far scoprire a tutti chi è Gennaro Tutino…
“Sarei contento se il Vicenza fosse ripescato in serie B, ma non cambierebbe niente, voglio dimostrare il mio valore. Mi metto in gioco, abbiamo una bella squadra. Schwoch? Ho parlato con lui prima di partire e mi ha raccontato tante belle cose di quella città e di quella maglia, mi ha consigliato bene”.
Nel campo ti conosciamo, ma Gennaro Tutino com’è fuori dal campo?
“Sono un ragazzo semplice che ama stare con la sua famiglia, con la sua fidanzata e uscire con gli amici. Sono semplice e resterò così, sempre. I valori prima di tutto, mi piace stare con gli amici e vivere in compagnia, pur essendo tranquillo”.
Primavera, quanto devi a mister Saurini per la tua crescita?
“Tanto! Devo tanto a mister Saurini, lo considero come un secondo padre. Mi ha insegnato tante cose e mi ha dato tantissima fiducia. Mi ha fatto giocare, pur avendo all’inizio due anni in meno. Mi ha dato tanta fiducia, ma allo stesso tempo spero di essere riuscito a ripagarlo”.
E ai tuoi ex compagni della Primavera, cosa ti senti di dire per la nuova stagione?
“Gli auguro il meglio, spero che possano raggiungere traguardi importanti e crescere a livello personale. Vivranno una stagione dura, ma che sia ricca di soddisfazioni. Faccio il tifo per loro”.
In chiusura, quale il calciatore con il quale più ai legato della prima squadra?
“Cannavaro e Insigne su tutti, ma anche Zuniga e Armero mi sono stati molto vicino. Quella caduta nel ritiro di Dimaro dello scorso anno fu molto divertente. Il Napoli ha un bel gruppo e mi sono sempre stati vicino. Higuain? Un grandissimo giocatore, un campione. Non parla tanto, ma già da come si muove e tocca la palla è un fuoriclasse unico”.

Fonte: ilNapoliOnline
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