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martedì 2 settembre 2014

0 RETROSCENA - Pandev e Dzemaili, cessione lampo! Prandelli chiama, il Napoli cede


Il Galatasary s'è mosso e l'ha fatto con decisione andandosi a prendere sia Blerim Dzemaili che Goran Pandev, entrambi non convocati nè per la Champions nè in campionato. Li ha chiamati Prandelli, e la trattativa si è chiusa praticamente subito: il Napoli incasserà tra i 3 ed i 4 milioni di euro, c'è la fiducia dell'ex commissario tecnico della nazionale. I calciatori stamattina voleranno in Turchia per le visite mediche e le firme sui contratti.

Fonte: Corriere dello Sport
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lunedì 1 settembre 2014

0 De Laurentiis e Bigon sono rimasti a guardare. Il rifiuto di Gonalos...


Il rifiuto di Gonalons del Lione è stato alla base dell’accumulo di ritardo sulle mosse di mercato con l’acquisto di de Guzman arrivato fuori tempo massimo. Ma De Laurentiis e il direttore sportivo Bigon sono rimasti a guardare a lungo e certo Gonalons non era l’unico centrocampista disponibile. Il Napoli si è presentato al preliminare addirittura indebolito rispetto alla passata stagione. Il presidente ritiene che la squadra possa essere «più forte» in campionato, e quindi lottare per lo scudetto, m acome? Con il solo acquisto di Lopez, non un centrocampista di primo livello? Sfuma invece in maniera definitiva la possibilità di arrivare a un big. È stato un errore, pagato a carissimo prezzo, rinunciare a un mercato di qualità per far quadrare i conti.

Fonte: ilMattino
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0 Il Napoli ci crede fino all'ultimo e si concede finalmente un sorriso


Niente di meglio dei vecchi amici del Genoa, gemellati da trentadue anni, per risollevare lo spirito. Dopo 3’ il Napoli, convalescente dalla tempesta di Bilbao, è già in vantaggio con una ripartenza che coglie la retroguardia genoana in piena macaia: Insigne per Higuain, cross perfetto per Callejon che impatta con il destro. Per i restanti 90’ la partita rimane in equilibrio, fino, in pratica, al recupero quando i rossoblù, stremati da una grande prestazione, cedono metri e attenzione. Perin è un argine strepitoso (ultima impresa su Mertens), ma non può nulla al 51’ quando De Guzman lo infilza. Il balzo coordinato di tutta la panchina del Napoli esprime la liberazione di un gruppo che non poteva permettersi passi falsi dopo l’eliminazione in Champions League. La vittoria scaccia il malessere. Al Genoa restano la delusione e la sensazione di essere stato punito oltre i suoi demeriti.
La prova del Grifo 2014-2015 è gagliarda, ma tecnicamente migliore nel primo tempo quando il gruppo Gasperson ha una buona reazione al gol incassato soprattutto grazie alla vitalità di Diego Perotti sulla fascia destra. Da lui partono due cross interessanti su cui Antonelli e Pinilla si ostacolano. Fatto il gol, il Napoli indietreggia caricando la molla del contropiede, atteggiamento un po’ micragnoso per una squadra da grandi ambizioni. Due grandi colpi di testa di Pinilla (senza più ostacoli, con eccezionali respinte di Rafael), certificano il ritorno in partita del Grifo dopo l’appannamento iniziale. Si vede il lavoro di Gasperini sul 3-4-3, ci sono valori. Dall’altra parte la squadra di Rafa Benitez subisce troppo, concede spazi. Così, al terzo tentativo, su invito di Marchese, la testata di un bravo Pinilla vale il pareggio. Genoa scorbutico, Napoli nervoso, Higuain ha un diverbio con Kucka. Adesso è il Genoa ad aspettare e il Napoli a tentare di impostare, ma gli uomini di Benitez sembrano più a loro agio quando c’è da verticalizzare e meno quando c’è da costruire. Nel Grifo cala un po’ Perotti, ma resta sempre alto l’impegno di Pinilla e, al centro, emerge un monumentale Rincon. Partita aperta, senza un padrone vero. Il Napoli finalmente ragiona e mette Zuniga davanti a Perin che dimostra tutta la sua personalità con un’uscita perfetta. La gara si regge sui nervi e quindi sull’errore dell’uno o dell’altro. Tra le sostituzioni, da segnalare quella di Callejon (entra Mertens) che appare visibilmente stupito e contrariato. Nel finale concitato è il Genoa a essere più stanco e quindi il Napoli diventa pericoloso. Perin al 39’ fa un doppio numero da circo: prima esce in maniera perfetta su Insigne lanciato in corridoio da un lancio di Inler, poi sul successivo colpo di testa dell’attaccante napoletano fa un salto da acrobata. Anche Insigne non gradisce la sostituzione. Non un bell’ambientino. Però, malgrado le tensioni, il finale è tutto azzurro. Perin si allunga su Mertens, ma è rimasto l’unica barriera. Gli altri, ormai in deficit di lucidità, si accomodano sull’idea che la partita sia finita al 50’, invece Banti fa giocare un altro minuto e De Guzman trova la rete per la felicità del Napoli e la beffa a un Genoa bello e rabbioso

Fonte: Corriere della Sera
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0 Vedi Marassi e...risorgi. Fra errori clamorosi decide De Guzman


Vedi  Marassi e…risorgi. Il Napoli, dopo sofferenze indicibili in un primo tempo parente non lontano di Bilbao, ha trovato una vittoria scaccia crisi proprio quando nessuno ci avrebbe più sperato. A firmare la remuntada è De Guzman, ultimo tassello dell’asfittica campagna acquisti di De Laurentiis. Una vittoria che però non è frutto del caso, ma della differenza di qualità tra le due squadre: fino a quando il Genoa è riuscito a compensare il gap con la corsa, c’è stata partita. Poi, nella ripresa, il calo fisiologico dei soldatini di Gasperini ha permesso alla squadra di Rafa di mettere la partita slla qualità e nonostante molti errori clamorosi in contropiede, alla fine ha trovato i tre punti

Fonte: TuttoSport
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0 Corbo: "Callejon e Hamsik due ombre: Benitez deve cambiare, senza riguardi per nessuno"


Il Genoa offre al Napoli la chiave tattica. Il suo 3-4-3 concede spazi laterali liberi. Come lasciare le finestre aperte. Un assetto così temerario e sbilanciato è punito subito dal Napoli: Insigne a sinistra, Higuain rifinitore, Callejon lasciato solo a destra che chiude con una esemplare torsione e uno dei suoi micidiali diagonali. E dà il primo colpo di spugna ai brutti ricordi di Bilbao. Per il secondo ci vorrà tempo, perché neanche un Genoa così dissennato nella sua euforia tattica rende cinico il Napoli. Un gol di vantaggio nei primi minuti, una difesa avversaria lenta, peraltro sbilanciata e vulnerabile ai lati: cosa vuoi di più? Basta interrompere il gioco genoano e ripartire in contrattacco, ci si aspetta questo, macché. Ci pensa il Napoli a riequilibrare i rapporti in campo. Piuttosto che colpire nei punti deboli il Genoa, mostra i suoi. Almeno tre. Koulibaly non salta con Pinilla, colossale ingenuità: guarda la palla e mai l’avversario. Inevitabile che subisca da Pinilla un gol, soccombendo nel duello ancora una volta. Zuniga uscito dal mistero riappare da esterno sinistro nella difesa a quattro: una frana.
Il terzo difetto è al centro: dove manca un capostazione che fischi le ripartenze. Il Napoli quando spezza il gioco del Genoa non crea il suo. Continua a subire due flussi. A destra fila il tandem verticale De Maio-Edenilson, con Perotti di vedetta e con Zuniga smarrito come un bimbo che cerca il padre nella folla del supermercato. Si sacrifica anche Insigne, in lodevole ripresa. Sul versante opposto, il Genoa monta un’altra verticale che non trova argine in Callejon, sparito dopo il gol. Piombano in fila indiana Marchese, Antonelli e Kuska che va dritto su Maggio. Al centro dove Jorginho è più ordinato e lucido di Inler, c’è Rincon che guida la giostra, che dà i tempi ad un tagliente Sturaro o il via alle squadrette laterali d’assalto. Benitez deve intervenire, e vi riesce bene. Ordina a Hamsik che corre a vuoto o sbaglia troppi passaggi di arretrare per dare un senso alla sua partita, visto che non lo trova a ridosso di Higuain, attivissimo e tartassato da Burdisso. Hamsik darà il posto a De Guzman. Il Napoli intanto libera a turno Jorginho e Inler, spesso Zuniga che in fase offensiva è molto più utile, ritira infine Callejon che non sopporta il giusto cambio con il più intraprendente Mertens. Callejon, a parte il gol, è tra i peggiori della stagione. Solo lui non se ne accorge? Si accorge il Napoli invece un po’ tardi che il Genoa arretra, vinto dalla fatica e dai suoi furori. Ma è in tempo perché cambi tutto. Mertens è un ciclone. Con De Guzman e senza Hamsik il Napoli prende campo, domina e stende un Genoa esausto. Risultato a parte, Benitez intravede la fine del tunnel. Ma deve cambiare, senza riguardi per nessuno.

Fonte: Repubblica
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0 Benitez chiude il mercato in entrata, ma resta ancora viva l'idea che porta a M'Poku


Nel post partita col Genoa, Rafa Benitez ha praticamente chiuso il mercato del Napoli in entrata. Lo spagnolo ha detto che difficilmente il club comprerà altro dopo l'acquisto di David Lopez dall'Espanyol. L'unica pista rimasta in piedi per gli azzurri, porta a M'Poku dello Standard Liegi. E' lui il nome per elevare la qualità in mezzo al campo, ma resta difficile che il Napoli riesca a piazzare un colpo a poche ore dalla fine del mercato.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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0 Assalto del Torino per Zapata: si tratta col Napoli, due soluzioni per vederlo in granata


Il Torino sta trattando Duvan Zapata dal Napoli dopo la cessione di Cerci all’Atletico Madrid. L’affare era stato congelato per aspettare la cessione dell’esterno romano alla squadra di Simeone. Il Napoli vuole cederlo in prestito secco, mentre il Torino punta sul riscatto predefinito. C’è da definire la formula di trasferimento fra i due club. Su Duvan, c’è forte anche l’Udinese.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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0 Il Napoli cede ancora: dopo Pandev e Dzemaili, tocca a Gargano!


Il Napoli ha definito le cessioni di Goran Pandev e Blerim Dzemaili al Galatasaray. In entrata c’è l’ufficialità di David Lopez dall’Espanyol, per lui contratto di 5 anni. Il Parma potrebbe riavere di nuovo Walter Gargano dal Napoli: il centrocampista uruguaiano ha giocato la doppia sfida Champions contro l’Athletic Bilbao.

Fonte: TuttoSport
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0 Rush finale, Bigon deve liberare il Napoli da una dozzina di 'pesi inutili'


C'è quasi una dozzina di calciatori ai quali il Napoli deve trovare sistemazione altrimenti rimarrebbero in rosa e a busta paga: si parte da Donadel per passare a Rosati e Radosevic. Anche Gargano è in lista, ma potrebbe rimanere avendo dimostrato quel carattere che gli ha permesso di resistere pure alle pressioni del san Paolo.

Fonte: Corriere dello Sport
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1 Ancelotti: "Quando ho visto gli azzurri non chiudere la partita al San Paolo..."


“Beh…Chi sosteneva che il Napoli era favorito contro l’Athletic forse non conosce bene i valori del calcio europeo. L’Athletic è una squadra forte e giocare da loro è sempre complicato: l’anno scorso noi abbiamo pareggiato 1-1 faticando, il Barcellona ha perso. Quando ho visto che il Napoli non aveva risolto la qualificazione in casa, sapevo che per loro sarebbe stata dura il ritorno”
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