sabato 30 luglio 2011

24 Il Corriere della Sera attacca De Laurentiis: "Sembra il..."




Il Corriere della Sera critica i comportamenti di De Laurentiis. Il principale quotidiano italiano dedica due articoli al presidente del Napoli: un servizio a firma di Fulvio Bufi sulle "reali intenzioni" di De Laurentiis e una considerazione del noto critico cine-televisivo Aldo Grasso:

Abituato a leggere soggetti e sceneggiature che altri gli sottopongono, evidentemente Aurelio De Laurentiis aveva una voglia matta di scriverla lui una storia tutta sua, e di interpretarla senza comprimari, da solo sulla scena, come quella che si è preso mercoledì in Lega, sempre in primo piano, nel bene e nel male, che poi dal suo punto di vista è solo bene. A questo gli sta servendo il calcio, oltre che a fare business, perché con il Napoli se ne fa eccome, anche se a lui non basta, e se Moratti, Galliani e Florentino Perez e Abramovich e tutti gli altri padroni del pallone fossero stati a sentirlo, avrebbe già messo in piedi la Lega europea, e allora addio trasferte a Cesena, Verona o Bari, solo grandi match da una nazione all' altra, stadi pieni e diritti televisivi da vendere in tutto il mondo per spartirsi tra pochi potenti cifre che con gli accordi italiani te le sogni. Aveva questo in mente De Laurentiis quando nell' estate del 2004 restituì il calcio a una Napoli depressa dal fallimento della società che fu di Ferlaino e prima ancora di Lauro, e incapace di mettere in fila quattro o cinque imprenditori che evitassero il disastro dove l' aveva portata Totò Naldi. Aveva idee innovative e metodi rivoluzionari: ingaggi contenuti, rispetto rigoroso dei contratti da parte di tutti, anche di chi ha fatto benissimo come Mazzarri, giocatori obbligati a cedere i diritti d' immagine senza sconti a nessuno, nemmeno a Lavezzi, Hamsik e Cavani, gli ultrà tenuti alla larga. Sette anni dopo la società ha i bilanci in regola e la squadra è in Champions, e chi la governa può vantarsi di questo, di essere vincente come uomo d' affari e anche come uomo di calcio, pure se di pallone De Laurentiis capiva niente quando è arrivato e ci capisce poco anche adesso. All' inizio faceva sempre i paragoni con il mondo del cinema: i calciatori come gli attori, i diritti tv e lo stadio come il botteghino. Poi ha smesso e si poteva credere che fosse un segno di maturità, che non avesse più bisogno di mettere nel calcio anche l' altra metà della sua vita. Non era così. Il De Laurentiis di oggi non parla più di cinema in rapporto al calcio perché è riuscito a fare del suo ruolo di presidente del Napoli una grande e continua rappresentazione. De Laurentiis che abbandona i sorteggi della prossima stagione insultando tutti - pure Cellino, che è uno dei pochissimi in Lega a non detestarlo - solo perché il Napoli giocherà con Inter e Milan a ridosso degli impegni in Champions (come se Inter e Milan invece con la Champions non avessero a che fare); De Laurentiis che caccia l' inviato del Mattino dal ritiro di Dimaro perché non gli è piaciuto un articolo; De Laurentiis che scarica maleparole su chiunque lo critichi è la rappresentazione, ormai fuori controllo, de «Il presidente del Borgorosso Football Club» senza l' immensità di Alberto Sordi e con la pretesa di essere preso sul serio. Dice Alessandro Siani che nel suo lavoro di produttore cinematografico «Aurelio è una persona molto a modo» e che evidentemente se come presidente del Napoli «qualche volta sbotta è perché ci tiene davvero, è tifoso». Eppure non sembra esserci niente di spontaneo nelle uscite di De Laurentiis. Forse spontaneo lo era tanto tempo fa, quando le sparate le faceva nel chiuso degli spogliatoi, dove poi arrivò a un passo dal fare a botte con Edy Reia, l' allenatore che riportò il Napoli in A. Ora invece fa tutto in funzione di microfoni e telecamere, come fermare un ragazzo in moto e farsi portar via (senza casco, e si becca pure una lezioncina di educazione civica dal leghista Salvini) «perché ho voglia di tornare al cinema». Sembra un po' quello che in «Mezzogiorno e mezzo di fuoco», di Mel Brooks, sale a cavallo e dice: «Portatemi via da questo film». Ma Aurelio - nonostante qualche suo collega, come Preziosi, se lo auguri - non si farà mai portar via dal mondo del calcio per tornare solo al cinema. Lì, pure se guida un impero, resterà sempre il nipote di Dino. Nel Napoli, invece, De Laurentiis è solo lui. (Fulvio Bufi)

A furia di produrre cinepanettoni, Aurelio De Laurentiis ha agito secondo copione: solo il Boldi di «S.P.Q.R» avrebbe potuto prendersela con il cervellone della Lega, solo il De Sica di «Vacanze a...», quando interpreta il borghesuccio che si destreggia fra moglie e amante, avrebbe potuto dire «È tutto pilotato, teste di c...o, siete delle mer...»; solo i giovani Propizio e Fremont avrebbero potuto fuggire in motorino, senza casco. Da consumato protagonista del mondo del cinema, il produttore napoletano sa come conquistare la scena. Con una sola piccola, decisiva differenza: nel mondo del cinema il produttore agisce dietro le quinte, la sua forza sta nel non apparire mai; nel mondo del calcio, invece, sono i presidenti a calcare il palcoscenico. Ogni giorno in tv e sui giornali, ogni giorno un' intervista per una trattativa di calciomercato, ogni giorno una visita in pompa magna ai «ragazzi» che sudano in qualche ritiro. Enrico Preziosi, presidente del Genoa, ha sentito il bisogno di avvertirlo: «Non è ancora entrato nel nostro mondo, probabilmente continua a fare ciò che fa nel mondo dello spettacolo. Ma il calcio è diverso dal cinema». Siamo sicuri che il calcio sia così differente dal cinema? La più diffusa giustificazione sociologica, a proposito dei cinepanettoni, è che metterebbero a nudo l' Italia cialtrona in cui viviamo. Dietro la facile risata, ci sarebbe una riflessione grottesca. E il calcio, non quello giocato, ma quello parlato (nelle risse televisive, nella gestione e nelle esternazioni di certi presidenti, nello scandalo scommesse) non è parte integrante della cialtroneria italica? Come ha detto una volta Christian De Sica, «i cinepanettoni sono ordinari, molte volte ripetitivi, orgogliosamente grossolani». È una definizione che calza a pennello per alcuni personaggi che girano attorno al pallone. Siamo al calciopanettone?

Aldo Grasso


24 commenti:

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army the best ha detto...

milanesi?????? ppprrrrr!!!!!!

Anonimo ha detto...

Cosa e più "vergognosa"? De Laurentis che chiama "Merda" a una banda di merde che del calcio se ne fregano e pensano solo a i soldi? o Berlusconi che se chiava a tutte le minorenne ad Ardcore?

Certo che i giornalisti seri non essistono piu..

Anonimo ha detto...

ahahahahahah

Anonimo ha detto...

ma poi la cosa piu grossolana che nomina PREZIOSI. ha ragione de laurentis a dire "nn sparo sulla croce rossa" mi sa che questi giornalisti(o pseudo tali) si sono gia dimenticati della valigetta di soldi che preziosi aveva ahhahahahhahahah mi fate ridere e poi vi permettete di parlare della lega che pensa al casco e se ne fotte dell immondizia??? ma andate a cagare che io e molti come me ci siamo scocciati di mantenere quelle merde dei leghisti e tutti i parlamentari con i ns soldi andate a fanculo ladri!!!! forza napoli sempre ovunque e comunque gino rukino

raffaele da Cremona ha detto...

Sono solo delle penne al soldo del padrone....scrivono articoli per far contenti i loro padroni e buttare fango su chi veramente aldilà dei soldi ci tiene al calcio ed alla propria squadra!!!
Non c'è più morale in nessun campo e soprattutto tra i giornalisti, sempre più succubi dei partiti e dei ricchi!!! Oggi non hanno più le PALLE di scrivere secondo i propri principi, ma si scrive secondoi quanto dice il padrone, che giornalai del cazzo!!!

Anonimo ha detto...

Siete delle merde, ha ragione De Laurentis. E poi vedi chi sono a parlare, quelli che hanno tanti scheletri negli armadi, vergognatevi. Falsi, ipocriti, truffaldini, leccaculo etc. etc.
Vai avanti così Aurelio, non hai nulla da temere, tu non hai mai giocato sporco sei un galantuomo.

Anonimo ha detto...

Ma se questo giornalista o tale che si crede di essere se non usciva fuori con De Laurentis quanti lo sapevono che lui scriveva sul corriere della sera?

Anonimo ha detto...

Io voglio sapere solo una cosa,ma come si fa a votare per quella merda del Berlusca quando e alleato con la lega?? Questa e una cosa che davvero non capisco e come andare a caccia e tu sai che sei la cacciagione mah contenti voi
Ciao

Anonimo ha detto...

Salvini: Le lezioni le dai solo alle merde come te e riguardo ai giornalisti del corriere della sera dico: imparate prima a fare il vostro mestiere, invece di criticare.

Anonimo ha detto...

non ricordo bene.... ma il corriere della sera non è di proprietà del Berlusca?

Anonimo ha detto...

sisi deLaurentis ha ragione ma la figura che ci faccimao è questa, Aldo Grasso e Fulvio Bufi non sono 2 "Giornalai" da quattro soldi, il Presidente sta un pochettino esagerando !!!!! pensasse a tirare fuori la grana...... urgesi attaccante.... il napoli è forte è completo ma guarda lazio, roma, milan, e un pò anke juve e milan, a mio parere anke se non totalmente complete hanno molto più valore tecnico di noi


Tifoso Timoroso

Anonimo ha detto...

Forza Presidente!!!!!!!!!!
Sempre al tuo fianco
Forza Napoli!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

cari giornalisti del corriere della sera perche' nn ghiat a fancul e chivemmurt a vui e kill curnut che s fott e minorenn

ciro56 ha detto...

Ma avete paura che il DELA diventa il berlusconi del sud? tremate il nostro presidente è una persona onesta che non va con le minorenni e non paga i GIORNALAI da quattro soldi ma li prende a calci nel sedere!!

AXL ha detto...

IL DELA E' PRECURSORE DELLA RIBELLIONE AL CALCIO MALATO.... SE NN LO FA' LUI NESSUNO LO FARA'. CALCIOPANETTONE????? ESATTO!!!! SOLO KE LA DIFFERENZA STA' NEL FATTO KE LA PARTE LA RECITANO LE SQUADRE DEL NORD KE VOGLIONO FAR CREDERE DI SUDARSI LA PARTITA E LA MAGLIA MA KE SANNO BENISSIMO COME ANDRA' A FINIRE, MENTRE INVECE A NAPOLI SANNO BENISSIMO KE RECITERA' UNA PARTE DA PROTAGONISTA ''SPONTANEO'' XKE' LA MAGLIA E LA PARTITA I GIOCATORI SE LA SUDERANNO CARA E AMARA E STI PSEUDO-GIORNALISTI TENTANO D'INVERTIRE I RUOLI CON LE FRASI DEL DELA DA ''SCENEGGIATURA IMPARATA'' MENTRE NN SANNO (DIREI FANNO FINTA) KE IL BERLUSCA COME I LEGHISTI SONO DELLE M**** TOTALI E NN HANNO IL SENSO DELLE COSE VERE E GENUINE. ANDATE A FARE I MURATORI GIORNALISTI E POLITICI VENDUTI. IL DELA STA SCUOTENDO LA TERRA XKE' LA M**** DEVE VENIRE FUORI X TUTTI... NN SOLO X KI HA SBAGLIATO IN PASSATO MA X KI OGGI AGISCE DA CAMMORISTA O MAFIOSO IN GIACCA E CRAVATTA CN LA 24 ORE IN MANO ANKE NEL CALCIO!!!!..... QUESTO E' SOLO L'INIZIO...........

Anonimo ha detto...

Preziosi ha gia' dimenticato la storia della valigetta.......munnezz,il 28 agosto a napoli tamma' fa' o mazz tant!!

Anonimo ha detto...

aldo grasso è un emerito stronzo

Anonimo ha detto...

e fulvio bufi è napoletano...........(menomale!)

Anonimo ha detto...

Enzo: la verità è che il calcio italiano sta andando a fondo rispetto a quello dei paesi tipo Spagna,Inghilterra e anche quello francese (vedi PSG ), che acuistano i talenti "italiani" e questo De Laurentiis lo ha capito,per questo le definisce delle merde,è l'unico che ha il coraggio di mettersi contro tutti, almeno è onesto.....

Anonimo ha detto...

Scusate l'errore di ortografia di cui sopra...... Enzo.

Anonimo ha detto...

lezioni di civiltà da un europarlamentare (Salvini)che ubriaco canta cori contro i napoletani? scusate signori giornalisti,ma a volte fareste più bella figura a stare zitti!!!occupatevi di cose serie!!!!

Anonimo ha detto...

i due giornalisti ricordano quel tal Preziosi......quello delle valige valigette che invece dei vestiti dentro c'erano ricordate cosa?

Anonimo ha detto...

Preziosi!!!!! Senti chi parla,uno che nel calcio ha fatto solo danni e doveva essere radiato meno male che De Laurentis non entra
nel suo mondo.WWWWWW don Aurelio e i giornalisti hann schiattà!!!

Anonimo ha detto...

Bravo corriere della sera... così vendi qualche copia in più pure tu, come fanno i giornaletti di gossip...

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