giovedì 26 gennaio 2012
0 De Crescenzo: "Ho pianto d'amore per il Napoli"

"E chi lo sa. Chi lo sa com'è Napoli veramente. Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo, ho visto che c'era bisogno di un poco di Napoli". Una frase che Luciano De Crescenzo, oggi ottantatre anni, incise nel celebre libro "Così parlò Bellavista. Napoli, amore e libertà". E qui si racchiude tutta la sua napoletanità, tutto il suo essere amante di una terra che mai ha abbandonato, nonostante oggi viva a Roma.
"Sono un uomo fortunato. Perché sono nato a Santa Lucia, proprio di fronte al mare. Ricordo che mio padre, da piccolo, mi prese e mi buttò in acqua, come da tradizione di famiglia. E' un legame forte, con la terra, che abbiamo sempre avuto".
Con Napoli e con il Napoli
"Il tifo per una squadra è un amore eterno, immarcescibile. Perché si può cambiare moglie, amante, partito politico ma la squadra no. Quello è e quello resta, per sempre, è un amore unico".
Dura, la vita del tifoso
"Ricordo come oggi, la prima volta che ho pianto. Avevo nove anni, mio padre mi portò allo stadio Ascalesi a seguire la partita tra il Napoli e l'Ambrosiana, che oggi è l'Inter. Perdemmo all'ultimo minuto, all'ultimo secondo: iniziai a piangere disperatamente, a dirotto ed in quel momento lo realizzai. Ero un tifoso del Napoli e così è sempre stato, è e saranno sempre una sofferenza genuina".
Un tifo caldo ed unico quello dei partenopei
"Credo che tifare per la squadra della propria città sia un fatto normale. E quelli napoletani sono degli ottimi tifosi: non ho mai sentito, anche ultimamente, fatti spiacevoli accostati alla curva ed ai sostenitori. Sono dei tifosi buoni ed essere buoni è una fortuna, così come farne parte".
Da artista ad artista: ce n'è uno, nel mondo del pallone, che l'ha particolarmente impressionata?
"Ho conosciuto Maradona quando ero ingegnere, però non ci fu molto dialogo, forse non destai il suo interesse... Però mi fece una buona impressione, lo considero una brava persona".
E di quello di oggi?
"Del Napoli attuale mi piace molto Lavezzi, spesso guardo le partite in tv e devo dire che è un giocatore, un artista che mi affascina particolarmente".
Che cosa pensa del presidente del Napoli di oggi, Aurelio De Laurentiis?
"Lo invidio, vorrei tanto stare al suo posto, anche se mi rendo conto che non è facile. Però una cosa è certa: la città di Napoli è stata davvero fortunata ad avere un presidente innamorato della piazza e della squadra come lui. Anche e soprattutto in un momento come quello di oggi....
Si riferisce a scandali ed affini?
"Già: l'idea che possa accadere qualcosa di simile, destabilizza il mio ideale di esser tifoso e per questo mi auguro che non accada mai al mio Napoli".
Cosa le piace del calcio attuale?
"Potrei dire tante cose, ma al cuor non si comanda. Per cui dico il Napoli e dico De Laurentiis".
Tifoso viscerale, Luciano De Crescenzo. E lo si capisce anche da una frase nel suo libro, "Così parlò Bellavista", che esprime al meglio l'idea di tifo sano, vero, genuitno: "Siamo angeli con un'ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati.
Fonte: Tuttomercatoweb.com
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