domenica 11 maggio 2014

0 Ag. Romano: "Grande attestato di stima da parte di Benitez, non sta nella pelle"


Fabio Andreotti, agente di Antonio Romano, grande talento classe '96 della scugnizzeria azzurra convocato da Benitez per il match con la Sampdoria, ha rilasciato un intervista alla redazione di RaffaeleAuriemma.com.
In primis le chiediamo di raccontarci di come il ragazzo abbia accolto la lieta notizia e quale sia la soddisfazione dell'entourage:
"E' stata una notizia inaspettata. Si tratta di un grande attestato di stima da parte di Benitez, che vista l'emergenza squalifiche a centrocampo, ha subito pensato ad Antonio e ciò dimostra l'attenzione che c'è nei suoi confronti da parte del tecnico. Inutile dire che il ragazzo non sta nella pelle, lui come i suoi familiari. Parliamo d'altronde di un napoletano tifosissimo dei colori azzurri ed in questo momento non potrebbe essere più felice. Soddisfazione personale? Non per presunzione, ma non ci scomponiamo più di tanto, non scopriamo oggi il valore del giocatore. Parliamo di un ragazzo molto giovane e che quindi dovrà crescere ancora tantissimo, ma ha dalla sua qualità straordinarie ed un futuro garantito su palcoscenici importanti".
Dal mondiale U19 alla lista dei convocati per Sampdoria-Napoli. Di mezzo una stagione di luci ed ombre con la formazione Primavera, che aveva l'attenuante di essere anagraficamente parecchio più giovane delle concorrenti. Le chiedo di commentare le parole dell'allenatore Saurini, il quale avrebbe gradito una squadra un po' più "anziana" al fine di essere maggiormente competitiva per il campionato. Giusto mirare ai risultati nelle competizioni giovanili, oppure conta soltanto la crescita dei ragazzi in ottica futura?
"Non sono d'accordo con Saurini, anche perché il punto in realtà è un altro: non si tratta di una questione d'età, bensì di carattere tecnico. Questa formazione Primavera ha soltanto 5 calciatori di un certo spessore, in confronto magari al passato, quando ne aveva qualcuno in più. Il mio parere riguardo alla gestione del settore giovanile del Napoli è noto: il Napoli su questo aspetto ha ancora tanto da lavorare. Le risorse economiche destinate a questo ambito sono ancora ridotte. I proprietari delle scuole calcio sul territorio sono a mio avviso dei veri e propri eroi. E' vero che c'è la collaborazione delle famiglie dei ragazzini, ma vi assicuro che queste persone, per portare avanti il proprio lavoro, spesso ci perdono dei soldi importanti. Le altre big del panorama italiano offrono condizioni migliori alle scuole calcio, pagando i regolari parametri e sostenendole con investimenti propri. Quando si è davanti ad un talento importante si può dare priorità al Napoli sino ad un certo punto, dopo di che alla lunga si tende a consigliare ai ragazzi di fare strada altrove. Ultimamente sono stati fatti dei buoni miglioramenti, Riccardo Bigon ci sta lavorando molto, sono arrivati sempre più spesso giocatori da fuori a cui oltre lo stipendio bisogna garantire vitto ed alloggio e quindi ciò dimostra che un investimento c'è stato. Nonostante gli sforzi però, soprattutto per l'assenza di strutture di proprietà da adibire, il Napoli è ancora al 30-40% del proprio lavoro sul settore giovanile. Va fatto un elogio ai ragazzi più talentuosi della Primavera, alcuni dei quali sono nazionali di categoria, mi riferisco ai vari Maiello, Tutino, Palmiero e lo stesso Romano, per essere cresciuti in modo esponenziale negli ultimi anni, nonostante abbiano avuto meno possibilità e strumenti per farlo rispetto ai coetanei che giocano altrove".
Ma a tal proposito, a cosa crede sia dovuto questo scompenso della società? Si tratta di poca cultura di questo aspetto del calcio, o piuttosto di una rinuncia consapevole?
"Credo si tratti della seconda ipotesi. E' una scelta aziendale, anche perchè non posso credere che un imprenditore che non lascia nulla al caso come De Laurentiis, possa aver perso di vista quest'ala dell'industria calcio. Basterebbe un milione o poco più di investimento in ogni bilancio, con un progetto che miri ad un utile nel giro di 4-5 anni. Pensate ad esempio ad Immobile, cresciuto nel Sorrento. La Juventus per averlo ha messo sul piatto dei soldi che il Napoli non sarebbe stato disposto ad investire, ora la valutazione di Ciro si aggira attorno ai 20 milioni. Con un milione annuo alle scuole calcio di Napoli e provincia, che è una cassa di talenti storica, si potrebbero veramente fare sfracelli, ma è normale che a queste condizioni si generi una fuga di talenti: peccato".
Ieri, in sede di conferenza stampa, Rafa Benitez ha detto di non aver seguito poi così da vicino le vicende di questa squadra Primavera, limitandosi per lo più a chiedere informazioni a Grava e Saurini. Lei ci crede?
"Assolutamente no, anzi, avanzo l'ipotesi che si sia potuto trattare di una frecciatina nei confronti della società, al fine di sollecitare riflessioni sull'argomento settore giovanile. Un allenatore del suo spessore e della sua esperienza, tra l'altro cresciuto professionalmente proprio nel calcio giovanile, non posso in alcun modo credere che sottovaluti un tema fondamentale come questo. Anche la scelta dei ragazzi da portare a Dimaro la scorsa estate, vi dirò, fu fatta in base ad un suo studio personale e non perché glieli avesse consigliati qualcuno. Questo testimonia quindi la grande attenzione che lui ha anche per questo aspetto del suo lavoro".

fonte: RaffalelaAuriemma


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