martedì 13 maggio 2014

0 Da Vargas a Cigarini, ecco il tesoretto del mercato in uscita



Del domani non v’è certezza: ed è chiaro che non è stata scritta per il mercato. Però va bene lo stesso: perché quando il gioco comincerà a farsi seriamente duro, allora a quel punto sarà divertente mettersi giocare, montare e smontare il puzzle, ma non per il gusto di farlo. Si ricomincerà tra un po’ – ammesso che non sia accaduto – e sarà un viaggio tra voci che si accavallano, tra destini che si incrociano, tra gente che viene e, inevitabilmente qualcuno che va: perché il mercato è anche capitolo uscite, cicli che si chiudono, cessioni inevitabili, comproprietà da risolvere e tesoretti che si gestiscono.

GLI EX. A volte sfuggono dettagli, o la memoria viene travolta dal flusso (magico) del presente: però Cigarini e Vargas, tanto per fare nomi, rappresentano investimenti d’un passato più o meno recente che, messi assieme, formano ventidue-ventitré milioni di euro investiti. Poi si sa, mica ogni acquisto può sortire gli effetti graditi: però bisogna rispettare quella massa di danaro, cercare di farla fruttare. Cigarini all’Atalanta ci sta benissimo e la volontà di Pierpaolo Marino è di riscattarlo; e Vargas, in Spagna, al Valencia, ha rimosso le perplessità del suo biennio (scarso) italiano: cessioni eccellenti, insomma, che fanno cassa. Un po’ come Gargano, che ha un proprio pubblico, il gradimento del Parma, comunque estimatori sparsi (anche all’estero).

I BOMBER. Poi ci sono quelli che hanno una valigia sull’uscio di Castelvolturno: nessuno può sbilanciarsi su quel che accadrà, ma interrogando il campo e rileggendo i contratti e sapendo che Dzemaili e Pandev vanno in scadenza nel 2015, si può anche provare ad immaginare che, in caso di proposte (in)decenti, si possa passare per i saluti. Quello Dzemaili che è stato capace di segnare sei gol in «appena» ventitré partite ha pochissimi problemi di scovare club affascinati dal suo destro (e dal sinistro): e poi metteteci anche quattro assist, che per un «precario» (nazionale svizzero) fanno cifra e curriculum. Ha un suo perché pure la stagione di Pandev, chiuso da Higuain, sopraffatto dall’esplosione di Callejon-Insigne-Mertens, però comunque capace di segnarne sette in campionato ed uno in Europa. Tredici gol in due rappresentano un bottino che fa rumore.

Fonte: Corriere dello Sport


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