martedì 13 maggio 2014

0 Hamsik, è precaria la media dal dischetto! Il suo infortunio...


Capitan Hamsik tra gioia e dolore. La partita di Genova è quella del tanto agognato ritorno al gol, che mancava esattamente da 191 giorni. 2 novembre, gara vinta al San Paolo contro il Catania per 2-1. Sei mesi tormentati, nei quali lo slovacco è rimasto a secco anche nelle coppe, ma soprattutto è rimasto fermo due mesi e mezzo per infortunio. La gioia per quel gol inseguito e sognato (amarissimo il rigore sbagliato martedì col Cagliari) ma che il capitano voleva segnare su azione. Proprio non se la sentiva di calciare un penalty, perché la sua media realizzativa è precaria: 8 errori su 14 tiri totali in Serie A. Ma il passato è andato, e la voglia di segnare (su azione) era forte. Il pallone giusto lo ha servito Duvan Zapata. Un invito a nozze. Un’occasione da non fallire. Una giornata bellissima, ma che è stata rovinata da quello che è accaduto nei minuti successivi. La Sampdoria, sotto i colpi di un Napoli che le ha rifilato una goleada, ha cominciato a innervosirsi. Lo testimonia il calcione che il difensore centrale Mustafi ha rifilato ad Hamsik. Lancinante l’urlo di dolore. Le mani sul viso, il corpo che rotolava sull’erba.
Lo slovacco non è uno che fa scena, anzi. Ecco perché la panchina si è subito allarmata. Una botta al piede sinistro, quello “famoso” dell’infortunio che ha tenuto Hamsik fermo così a lungo. Quella nevrite maledetta che ne ha condizionato la stagione. Il bello e il brutto nello stesso giorno. Hamsik è uscito dal campo reggendosi su una gamba sola, quindi portato a braccia dai medici che lo hanno accompagnato negli spogliatoi per le prime cure. Non si sa molto, ma per ora si parla di forte contusione al piede con sospetta distorsione. Oggi il giocatore sarà sottoposto a esami, ma c’era un discreto ottimismo. La sensazione è quella di un infortunio simile a quanto capitato a Higuain, quindi una forte contusione. Non è il caso di fare prognosi, ma ora come ora la partita con il Verona è a rischio. Tuttavia era importante fare gol e spezzare questo incantesimo che stava diventando un tormentone. I soliti critici collegavano i sei gol di Hamsik al suo scarso rendimento, anche se in passato lo slovacco ha già trascorso annate senza toccare la doppia cifra, e spesso aveva calciato almeno uno o due rigori. Sette reti non sono così poche, e con un paio di rigori (magari segnando quello col Cagliari) sarebbe arrivata rapidamente la doppia cifra che avrebbe “attutito” la stagione negativa di Hamsik. Almeno nei giudizi.

Fonte: IlRoma


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