martedì 27 maggio 2014

0 Maggio, Insigne e il 'delitto morale': è la settimana clou per i due azzurri


Mondiale dietro l’angolo, con scelte non ancora ufficiali, con giocatori appesi al filo. L’Italia e il Brasile, la differenza è sottile, quasi impercettibile. Traccia la rotta Prandelli, sicuro timoniere degli azzurri. Si, ma quali? Alla domanda non vi è ancora risposta, salvo per pochi eletti, già certi di salire sull’aereo dei sogni. Gli altri, invece, navigano a vista, sudano d’impegnano, sgomitano e sperano. Tra loro Insigne e Maggio, presenti ora, chissà domani. Si devono scalare posizioni, si deve dare il massimo per convincere lo staff tecnico, per entrare a far parte della lista dei ventitré. Molto dipenderà dal modulo che il commissario tecnico deciderà di adottare. Si balla sul tre cinque due e sul quattro due tre uno, poco plausibile il quattro tre tre. Si studia ancora, alla ricerca dell’alchimia perfetta. Annaspa nelle retrovie Lorenzo, reduce da un finale di campionato esaltante, condito da quei due gol in finale di coppa Italia, realizzato proprio sotto gli occhi del buon Cesare, che avrà preso senz’altro nota.
Basterà? Forse no, la convocazione resta aggrappata a pochissime possibilità che rischiano di svanire definitivamente tra pochi giorni. Questioni di caratteristiche più che di rendimento stagionale: poco spazio per le ali nel disegno approntato dall’ex allenatore della Fiorentina, poco propenso ad impiegare ali pure. Una soluzione a gara in corso, un’arma in più da sfruttare in eventuali momenti critici: su queste basi si fonda quella percentuale vicina al venti che ancora tiene in piedi la candidatura. Un po’ più avanti Maggio, nonostante un campionato vissuto tra alti bassi, tra infortuni e prestazioni non all’altezza. Un vantaggio si tutti: è uno dei fedelissimi del mister che lo ha impiegato con continuità nelle partite di qualificazione alla rassegna. Sarebbe un “delitto morale” lasciarlo fuori, considerando anche l’importanza data da Prandelli al codice etico che in un certo senso verrebbe “tradito”. Con lui, anzi, “contro” di lui, Abate del Milan e Darmian del Torino. Ballano due maglie e la percentuale, in questo caso, è equamente divisa. Partono tutti dallo stesso punto, con le medesime chances. I due avversari, salvo rare eccezioni, sono abituati a partire da terzini in una linea a quattro mentre il laterale del Napoli, come storia insegna, preferisce partire con qualche metro più avanti, come accadeva col suo vecchio mentore, Walter Mazzarri. In nazionale, quando ha giocato da terzino puro, non ha mai rubato l’occhio ma Prandelli, come detto, potrebbe valutare il tre cinque due, già adottato in passato. Per lui il Brasile è vicino alla realtà, mentre per Insigne potrebbe prendere le sembianze di un sogno sfumato.

Fonte: ilRoma


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