venerdì 16 maggio 2014

0 Perché gli interisti non amano Mazzarri: ecco i motivi!


La Juventus ha i suoi guai in panchina: Conte medita l'addio. Il Milan non è mai uscito dal tunnel: via Allegri, via Seedorf, prossima tappa chissà. L'Inter, delle tre grandi istituzionali del calcio italiano, conserva le sue certezze e i suoi dubbi attorno a Walter Mazzarri. L'Europa League e il quinto posto in campionato sono i traguardi raggiunti. Ma è il minimo sindacale di un'Inter che non è mai sbocciata. Dalla confusa stagione di Stramaccioni a questa, l'idea della confusione è rimasta inalterata. Così come i dubbi sul tecnico.
Dubbi di sostanza e di immagine (conta anche l'immagine). La sostanza è una squadra irrisolta. Il derby e Inter-Lazio sono un po' lo specchio della stagione, giocate d'ingegno ed errori pazzeschi: dopo un autunno promettente, diciamo fino alla 12.ma giornata (25 punti) il declino tecnico-tattico e di risultati si misura nei 35 punti conquistati in 26 partite. Questo è (stato) il problema.
L'uscita di scena di Massimo Moratti prima, e il progressivo distacco dal gruppo argentino poi, hanno prodotto fratture: nel morale, nella compattezza del gruppo, nella gestione del gioco e degli umori. Un lavoro eccessivo per Mazzarri, è evidente: si è fidato poco dei giovani e nei riguardi dei "vecchi" la fiducia è rimasta ai minimi. Inevitabile il declino, con momenti felici e un fattore-fortuna che, sovente, si è negato alla squadra.
In tutto questo, a Mazzarri è venuto meno il sostegno dei tifosi. I fischi prima di Inter-Lazio e lui confinato quasi in un angolo, nel dopo-partita celebrativo di Javier Zanetti, non sono una bella immagine e soprattutto sono un "peso" che si sopporta, oggi e soprattutto in prospettiva. Lavorare a fondo per la nuova Inter circondato da un'aria così? Mica facile.
Il contratto di Mazzarri con l'Inter scade il 30 giugno 2015. Di rinnovi fino al 2016, oggi, non si parla. Gli atti di fiducia di Thohir non mancano, ma forse il tecnico vorrebbe averne uno scritto. Nei suoi panni, è comprensibile. Nei panni di chi governa l'immediato futuro interista, però, certi segnali contano: e il Mazzarri dell'estate 2014 partirà col vantaggio di una stagione in cui, si spera, ha compreso come e dove intervenire. E con l'handicap di un senso di malumore (sfiducia è forse troppo) oltre il quale le possibilità di errore sono minime. E con un contratto che oggi non si può fare. A prescindere.<
Fonte: SportMediaset.it


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