domenica 11 maggio 2014

0 Violato il codice ultras con la pistola: tutte le Curve d'Italia non 'perdonano' Gastone


Il codice non scritto degli Ultras è quindi composto di norme molto precise a proposito degli scontri, una vera e proprio deontologia della violenza che serve appunto a dispiegarla secondo un criterio di senso, che dunque la sottragga al caso o al puro piacere dell’offesa. Le regole sono ben note a chi appartiene ai gruppi e coloro che non le rispettano pagano con l’esclusione e la cattiva fama. L’onore e il riconoscimento del potere sono aspetti che vanno insieme in questo mondo. Tra queste regole è bene citarne alcune che ci sono d’aiuto a comprendere la portata dei fatti di Coppa Italia: in primo luogo è fatto divieto assoluto di usare “lame” negli scontri, è ritenuto infatti un “infame” chi dovesse farne uso, in secondo luogo è fatto divieto di compiere atti vandalici a danno delle città o di attaccare tifosi normali nell’ambito degli scontri. Esistono regole secondarie come quella che prescrive di non colpire un avversario a terra finché non si sia rialzato e altre simili.
Esiste una casistica che chi partecipa della vita di gradinata conosce e che riguarda lo scontro come elemento tra altri elementi della vita Ultras. Non si tratta qui di legittimare questo modo di operare, di tesserne l’elogio o il biasimo ma di comprendere che dal punto di vista Ultras quanto accaduto sabato sera a Roma è inconcepibile

Fonte: Repubblica


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