mercoledì 25 giugno 2014

2 CIRO NON CE L'HA FATTA - TUTTA NAPOLI È IN LUTTO


Ciro Esposito purtroppo non ce l'ha fatta. Il tifoso del Napoli ferito il 3 maggio scorso a Roma prima della finale di Coppa Italia è morto al Policlinico Gemelli della Capitale dove era ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni nelle ultime ore si erano aggravate, lasciando poche speranze di sopravvivenza. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha proclamato il lutto cittradino.
Esposito è morto "per insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali", spiega in una nota Massimo Antonelli, direttore del Centro rianimazione del Gemelli, dove il tifoso era ricoverato da 50 giorni. Il professor Antonelli, a nome di tutto il reparto "esprime profondo cordoglio e la vicinanza ai genitori di Ciro in questo momento di dolore per la perdita del proprio figlio".

LO ZIO: "ADESSO NESSUNA VIOLENZA"

"Non si faccia violenza nel nome di Ciro". E' l'appello lanciato da Enzo, lo zio di Ciro Esposito. "Invitiamo a mantenere la calma - sottolinea lo zio, poco dopo la morte del ragazzo - non vogliamo altra violenza, ma solo rispetto per Ciro". "Il nostro obiettivo è riportare Ciro al più presto a casa - ha aggiunto - . Per noi adesso è il momento del dolore, ma stiamo lavorando per poter accelerare i tempi e ripartire per Napoli". Bisogna avere però l'autorizzazione visto che c'è un'inchiesta in corso e potrebbe essere richiesta un'autopsia. "Speriamo che almeno su questo ci sia un po' di pietas umana e ci venga evitato un lungo strazio anche per tornare a casa". L'uomo non nasconde un po' di amarezza: "Mi aspettavo un po' di vicinanza in queste settimane da parte delle istituzioni, ma non è mai arrivata salvo qualche eccezione come il sindaco di Napoli De Magistris". E ha ribadito: "questore e prefetto di Roma devono dimettersi".
 
 
Fonte: SportMediaset.it


2 commenti:

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lol ha detto...

R.I.P

Anonimo ha detto...

Esprimo tutto il cordoglio e la vicinanza possibile alla famiglia. E' ammirevole la dichiarazione del padre di Ciro, anche se, ritengo, poco efficace purtroppo. Le Istituzioni e le società di calcio devono assumersi le proprie responsabilità ed agire insieme verso la soluzione del problema. In questi anni il Laissez-faire concesso dalle Istituzioni alle Società di Calcio ha generato queste mostruosità.
Mi dovete spiegare perchè se voglio organizzare un qualunque spettacolo in un sito pubblico devo presentare, fidejussioni, polizze assicurative per danni, oltre al pagamento di fitti, concessioni etc. ... e invece ad una Società di Calcio è permesso scaricare, nella più completa indifferenza appunto delle Istituzioni, tutti i costi, gli oneri e le Responsabilità sulla collettività? In Inghilterra, lo Stato ha risolto il problema affermando il Principio sacrosanto:"Fuori dallo Stadio è un ns. problema (e si sono attrezzati, con leggi, piani di sicurezza, etc. ...), ma dentro lo Stadio il problema è della Società e solo Lei ne è responsabile!!! Risultato? Sicurezza negli stadi, riduzione esponenziale di ogni forma di violenza che ha generato contestualmente aumento dell'affluenza e migliore strutturazione ed organizzazione delle Società di calcio!!! In Italia, invece, se si guardano i Bilanci delle Società i costi principali sono esclusivamente orientati negli acquisti e negli ingaggi dei giocatori, cosa che accresce il rischio d'impresa collegando l'andamento economico-finanziario ai soli risultati ed alla speculazione più becera!!! Il Padre di Ciro ha ragione, il prefetto ed il Questore di Roma dovrebbero dimettersi, ma non sono i soli che dovrebbero farlo!

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