domenica 22 giugno 2014

0 Corbo: "Un gesto del patron può fare grande il Napoli"


Ventuno giugno, ieri. È passato un anno dall’arrivo di Benitez. Come i personaggi che finiscono per conquistare subito simpatia e fiducia incondizionata, è venuto anche lui «dall’altra parte del mondo». L’Inghilterra è a due ore abbondanti di aereo, mica tanto, ma Benitez che risiede placido in un castello alla periferia di Liverpool era e rimane agli antipodi del calcio italiano, delle sue consuetudini più grette, di personaggi spesso astuti, quasi sempre meschini. Ventuno giugno, se n’è ricordato proprio Benitez, mentre scriveva un messaggio al Napoli e ai suoi tifosi. Era il possibile nuovo Ct della Spagna, precipitata dal trionfo mondiale del 2010 al tonfo del 2014, due sconfitte e addio. Uno choc per la nazione, nel giorno del cambio al vertice della monarchia. C’è chi lucra al primo squillo di telefono, fa circolare le voci di offerte magari velate, gioca al rialzo. Nel calcio si rafforza così il potere contrattuale, si costruiscono carriere, si gonfiano fortune economiche. L’offerta a Benitez dalla Federazione spagnola non era probabile. Ma scontata.
Perché è lui il più autorevole allievo di Vicente Del Bosque, ha cultura meglio esibita, e medita una rivalsa: quante volte ha atteso un invito del Real Madrid? Tornare in Spagna come Ct, potete immaginare. Ventuno giugno, è uscito Benitez dal più comodo degli equivoci. L’ha troncato lui. Napoli da ieri lo conosce ancora meglio. Benitez ha confidato pure che qui si è «sentito amato dal primo momento » e ha «una gran voglia di migliorare ogni giorno». In un calcio dalle bandiere stinte, sono questi gli uomini-simbolo di un mondo che resiste all’arida modernità. Una persona perbene che tranquillizza i tifosi: il Napoli sta lavorando, «passo dopo passo sarà sempre più forte». Precisa che sono in corso i lavori per le strutture richieste al presidente. È del Napoli, quindi, e vi rimarrà. Già, fino a quando? Il suo contratto lo lega fino al 2015. Non c’è allenatore perfetto, né sempre fortunato. Le vittorie sono alterne come il sole nel meteo. Ma la correttezza mai finta del personaggio, quello stile di garbo costante e buona educazione meritano una replica: un’offerta pressante di De Laurentiis per legare Benitez a sé e al Napoli. Nei giorni di Mondiali così lunatici, con protagonisti fragili e sottomercato folle, con le tensioni scoperte fra Juve e Conte, è questo il gesto che può rendere grande e diverso il Napoli. Come grande e diverso è stato in un giorno Benitez.

Fonte: Repubblica


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