venerdì 27 giugno 2014

0 Da De Laurentiis alla squadra: tutti sotto shock dopo la morte di Ciro


Toni bassi, urla del silenzio. Il pianeta Napoli è depresso e sotto shock, ma non ci sono deroghe alla consegna della compostezza: nel solco esemplare tracciato dalla famiglia Esposito. È il giorno del grande dolore: non della rabbia e tanto meno della voglia di vendetta, al di là di alcuni striscioni comparsi in città e d’isolati eccessi sui social network. Strillano i fatti e toccherà agli organi competenti fare giustizia: quella sì pretesa a ogni livello, da De Laurentiis a Benitez e all’ultimo degli ultrà. «Ciro era un nostro tifoso e voleva soltanto passare una notte di gioia al fianco della propria squadra. Questa tragedia dovrà fare riflettere il mondo del calcio e le istituzioni. Lo sport non può diventare un luogo di violenza», ha detto con fermezza il presidente, sollecitando una risposta vigorosa degli organi competenti. «C’è un’emergenza e bisogna affrontarla». Stavolta le lacrime non si asciugheranno. De Laurentiis sarà presente ai funerali, se le forze dell’ordine gli daranno l’ok.
Il Napoli è stato accanto con discrezione a Ciro e alla sua famiglia, negli ultimi tragici due mesi. E continuerà a farlo. «Esprimo ai genitori e a tutti i parenti del nostro tifoso le miei più sentite condoglianze, unitamente a quelle dell’intera società azzurra: dai dirigenti ai giocatori», ha scritto su Twitter il presidente, prima di sfogarsi in maniera più circostanziata al termine dell’assemblea di Lega per i diritti tv, a Milano. «Siamo addolorati, speravamo in un miracolo. Questa tragedia pone di nuovo l’emergenza della sicurezza nel calcio, un mondo dove si rischia anche la vita e si stanno compromettendo i rapporti tra connazionali. Siamo una nazione, non si può ritornare all’Italia dei comuni del 1200. Il nostro è uno Stato molto giovane, forse non si è insegnato abbastanza il senso della italianità e il “plus” del made in Italy. Calpestarlo così è un autogol, pesantissimo». Sotto shock anche Benitez, che s’è visto passare sotto gli occhi un’intera carriera. «Il mondo del calcio è stato tutta la mia vita, prima come calciatore e poi da allenatore: ma quanto accaduto mi fa rivalutare molte cose. Dove stiamo andando e verso quali limiti ci stiamo spingendo? La morte di Ciro Esposito è qualcosa di drammatico, ingiustificabile, terribile. Una giovane vita non può perdersi per vedere una gara della propria squadra, non ha senso. Non dovrà accadere mai più, bisogna fornire i mezzi per estirpare tragici eventi come questo, che circondano lo sport in generale: voglio inviare la mia solidarietà e tutto il mio affetto». Commosso pure l’addio di Mertens e Reina, su Twitter. «Riposa in pace Ciro: è un giorno triste per i napoletani. I nostri pensieri vanno ai familiari e gli amici». Hamsik e compagni giocheranno con il lutto al braccio al ritorno in campo per la prossima stagione. Un appello forte è arrivato infine dall’Associazione Italiana Napoli Club. «Basta violenza». Parola di tifosi

Fonte: Repubblica


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