venerdì 27 giugno 2014

0 Il tam-tam degli ultrà per Ciro, dalla Lazio al Borussia: "Si va a Scampia"


Tutti da Ciro. E non c'è neanche bisogno di parlarne troppo. Basta uno sguardo d'intesa per decidere. «Si va a Scampia». Ciro merita l'ultimo saluto. E il mondo dei tifosi si ritroverà compatto oggi pomeriggio a piazza Grandi Eventi. Non mancherà proprio nessuno. Molti, a dire il vero, hanno affollato la camera ardente anche durante la notte per non lasciarlo solo neanche un istante. «Era uno di noi». Che si è trovato al posto sbagliato, nel momento sbagliato. Niente polemiche o rabbia, comunque: non è certo il contesto adeguato per riaprire il fronte dell'odio contro Daniele “Gastone” De Santis e i sostenitori giallorossi. C'è un ragazzo da onorare e una famiglia da rispettare. «Ai funerali si prega», dicono in coro quei pochi che, rimanendo anonimi, hanno deciso di rompere la cortina del silenzio, una sorte di corazza necessaria per sopportare il dolore delle ultime ore. «Siamo sconvolti perché Ciro non c'è più. Al resto non ci pensiamo ».
La speranza di una guarigione si è trasformata in una sentenza inappellabile all'alba di mercoledì. «Vogliamo giustizia, non vendetta», hanno spiegato gli Esposito che non hanno mai abbandonato la strada maestra della dignità durante i giorni di calvario al Policlinico Gemelli. Silenzio e lacrime per Ciro, dunque, rispetto per papà Gianni e mamma Antonella che ha commosso il mondo intero per la sua forza d'animo. I gruppi organizzati la pensano così e ne hanno discusso anche ieri sera. Il sostegno è totale e c'è anche poca voglia di farsi pubblicità. Il dolore, del resto, non ha vessilli ma si manifesta attraverso un'unica bandiera. Ecco perché a Scampia la processione sarà ininterrotta, un flusso costante, accomunato da quel senso d'appartenza che è il Napoli. Arriveranno tanti coetanei che neanche conoscevano Ciro. «Ho chiesto due ore di permesso al lavoro pur di esserci», commenta Mario, abbonato in curva B. «E' una vicenda che mi ha colpito molto. Ero a Roma il 3 maggio e siamo arrivati a Tor di Quinto pochi minuti dopo la tragedia. Voglio onorare la sua memoria. Mi sembra un atto doveroso partecipare. Credo sia inutile aggiungere altro». I fatti contano più delle frasi di circostanza. La famiglia del tifo, del resto, è questa e non dimentica mai chi non c'è più. Sergio Ercolano, scomparso il 20 settembre 2003 precipitando da una tribuna del Partenio di Avellino mentre fuggiva dai disordini, è una presenza costante al San Paolo con lo striscione “Sergio vive”. Il ricordo di Ciro Esposito sarà limpido a Fuorigrotta, ma non solo. A Scampia sono attesi i supporter di Genoa, Catania e Ancona, storicamente legate alla tifoseria azzurra attraverso un gemellaggio abbastanza solido. Previsti anche alcuni sostenitori del Borussia Dortmund e della Lazio che si sono avvicinati a quelli del Napoli proprio a causa di questa tragica vicenda. I club Napoli risponderanno presente all'appello: Bologna parteciperà con una sua delegazione, Roma Azzurra sarà rappresentata dal suo presidente, Gino Di Resta, che ha combattuto la battaglia fino all'ultimo accanto ai familiari. «Siamo stati uniti per 50 giorni. Il vice presidente del club ha un albergo Bella 'Mbriana, a due passi dal Gemelli, e li ha ospitati per tutto il periodo. Cenavamo assieme e sognavamo un epilogo diverso. Non dimenticherò mai l'espressione di Ciro quando dal mio telefonino abbiamo visto il video su Youtube della canzone di Ligabue “Per Sempre”. Se ci penso, mi commuovo. Scampia, da oggi in poi, sarà casa mia». E di tutti quelli che andranno a salutare Ciro.

Fonte: repubblica


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