lunedì 9 giugno 2014

1 Incredibile primato di Insigne, in questa classifica dei Mondiali è al primo posto!


Lorenzo Insigne, il gioiellino napoletano al Mondiale, splende due volte. Per talento e versatilità, ma anche per il valore che il suo cartellino ha acquisito in otto anni di calcio a livello professionistico. Quando il ragazzino della scuola calcio Olimpia Sant'Arpino approdò nel settore giovanile del Napoli fu pagato millecinquecento euro, con la promessa che ai titolari della scuola fossero poi regalati una decina di biglietti per Napoli-Juve. Insigne, quindicenne, era stato già visionato da due squadre di serie A: Inter e Torino. Ed era stato scartato, troppo basso e soprattutto fisicamente un po' gracile. Oggi Lorenzo Insigne è nel paradiso del calcio italiano e qualcuno si morde le mani. Il Napoli ebbe invece la lungimiranza di credere fino in fondo al suo talento e oggi si fregia di avere un rappresentante del proprio club ai mondiali. Ma non è stato un percorso semplice. Lorenzo Insigne oggi definito dagli addetti ai lavori il valore aggiunto della Nazionale, il jolly a disposizione del ct Cesare Prandelli per rendere la nazionale meno prevedibile e anche più talentuosa, ha dovuto mangiare tanta polvere. Beccarsi tanti no ed aspettare il proprio turno per giocare in serie A.
E deve soprattutto a se stesso, alla tenacia e alla caparbietà che ha avuto sin da bambino. Deve qualche ringraziamento in più al dirigente che lo aveva portato al Napoli e al tecnico che per primo lo fece esordire in serie A. Giuseppe Santoro e Walter Mazzarri. Santoro, all'epoca responsabile del settore giovanile del club azzurro, era andato a prenderlo personalmente a Sant'Arpino. Solo contro tutti. Aveva dovuto convincere il presidente De Laurentiis che Lorenzo era già un talento. E negli anni aveva anche dovuto difendere a denti stretti una scelta che non tutti ritenevano azzeccata. Insigne dai giovanissimi in prima squadra, un ragazzino costato millecinquecento euro che al mattino arrivava agli allenamenti già stanco. Ivan Canè lo aveva tenuto a battesimo negli Allievi e un giorno lo convocò nella sua stanza per chiedergli, una volta per tutte, per quale motivo era così stanco. Insigne lo guardò e disse: mister aiuto papà al mattino presto. Vado con lui al mercato, vendiamo abiti. Aiutava la sua famiglia, Lorenzo. E lo faceva anche per se stesso, i sacrifici per giocare a calcio erano tanti per papà Carmine che di mestiere faceva l'ambulante. Dalla primavera del Napoli alla Cavese, al Foggia. Poi il ritorno per un anno alla corte di Walter Mazzarri e l'esordio in serie A. L'attuale allenatore dell'Inter ne va orgoglioso, al punto che al suo ritorno — l'ultimo anno della sua gestione — gli fa collezionare più presenze di Pandev. Titolare a vent'anni, Insigne ricambia e col Cagliari dà lo slancio definitivo alla qualificazione diretta in Champions con un gol capolavoro. Santoro e Mazzarri ora sono all'Inter, ma Lorenzo non dimentica. Millecinquecento euro, nessun giocatore di Prandelli è costato così poco. Il gioiello brilla due volte.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno


1 commenti:

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Anonimo ha detto...

Parlano del foggia sti sciuot invece del pescara il trio verratti immobile insigne qualcuno l'ha già dimenticato

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