venerdì 4 luglio 2014

0 Accordo Comune-Uefa per la Champions, si pensa ad una delibera-ponte, i dettagli


«Il Napoli ed i tifosi napoletani possono stare tranquilli. Il Club azzurro giocherà allo stadio San Paolo». Il sindaco Luigi de Magistris è fiducioso e prova a smorzare il fuoco delle polemiche accesesi negli ultimi giorni. Secondo il Comune, non c’è nessun rischio per la squadra azzurra di dover giocare a Palermo, anche se la mini-proroga di 60 giorni della convenzione per l’affitto dello stadio potrebbe essere a breve integrata con una nuova delibera dedicata esclusivamente a garantire alla Uefa la disponibilità della struttura per le competizioni internazionali. Lo slittamento a fine settembre, intanto, ha dato una prima boccata d’ossigeno, soprattutto per quanto riguarda le esigenze di manutenzione del campo, visto che bastano pochi giorni di incuria per rovinare irrimediabilmente l’erba. I tecnici del Municipio e della società azzurra, adesso, stanno lavorando ad una soluzione congiunta per consentire al Napoli di disputare le partite casalinghe dei preliminari di Champions nello stadio San Paolo. Ieri mattina, il capo di gabinetto del sindaco, Attilio Auricchio, si è confrontato per oltre un’ora e mezza, nel suo studio a Palazzo San Giacomo, con i rappresentanti del Club partenopeo. Una delle ipotesi al vaglio dei dirigenti comunali è di fare una nuova delibera nella quale si dà la certezza alla Uefa della concessione dell’impianto al Calcio Napoli nelle date nelle quali sono fissate le partite di Champions. In pratica, non un affidamento in concessione, ma un affidamento ad “uso individuale”, così come prevede la norma anche per gli altri impianti sportivi. Una soluzione temporanea, ovviamente, nell’attesa di concludere la trattativa col Napoli per la proroga della convenzione per i prossimi 2-3 anni. L’obiettivo finale, ad ogni modo, è quello di aderire alla legge sugli stadi, la 147/2013, che dà alla società la possibilità di ristrutturare lo stadio e ne garantisce l’affidamento per tutta la durata dei lavori, che potrebbe essere di diverse decine di anni. Il Municipio ha già chiesto al Napoli di presentare lo studio di fattibilità per la riqualificazione del San Paolo, indicando anche le attività sportive e di altro tipo che vi si vogliono realizzare. Rimettere in sesto la struttura di Fuorigrotta potrebbe costare tra gli 80 ed i 90 milioni di euro. La legge è già in vigore dallo scorso anno, ma, finora, le lungaggini burocratiche e gli attriti tra Comune e società ne hanno rallentato l’iter a Napoli. Quali sono i tempi? Una volta che la società avrà presentato lo studio di fattibilità, il Comune avrà 90 giorni di tempo per pronunciarsi. Se arriva l’ok, scatta la fase due, con la realizzazione del progetto preliminare e la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori. La società, quindi, realizza il progetto preventivo che il Municipio dovrà approvare in 120 giorni. Se non lo fa, la palla passa direttamente al presidente del Consiglio, che può concedere al Comune una nuova proroga di 30 giorni, e al termine nominare eventualmente un commissario. «Tutta la procedura - commenta Gennaro Esposito, ex presidente della Commissione Sport - si potrebbe chiudere in 7 mesi. Finora, ci sono stati troppi ritardi da entrambe le parti. È necessario accelerare subito».

Fonte: ilRoma


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