domenica 6 luglio 2014

0 De Nicola non l'ha mai perso di vista, adesso è tornato!


Fin qui c'era la testa. E perciò la voglia, la grinta, la determinazione. Sudore e sacrificio. Ora ecco anche i test. I risultati, le risposte attese, i referti medici definitivi. Fisici e atletici. Dati e numeri incoraggianti. Tutti positivi. Come è sempre stato il suo umore da quando s'è rotto e operato. Rafael l'ottimista. Per fede e mentalità. Era certo di tornare com'era prima di quella notte maledetta di Swansea. Le aveva prese tutte per un tempo. Rafael il migliore in campo. Poi il crac. La fitta al ginocchio e il dolore venendo giù dal cielo col pallone tra le mani. «Che dolore. E che rabbia. Ma ormai è tutto passato, oggi è un gran giorno» . Quello dei test fatti. Dell'ultima visita dal dottor Renè Abdala e tutta la sua equipe. Rafael sul lettino dell'ospedale per sentirsi dire che è davvero guarito. Tutto è certificato. Scritto. Verificato con gli esami. Sancito da parametri di nuovo simili a quattro mesi e mezzo fa. «E' meraviglioso.
Voglio condividere la mia gioia con tutti e ringraziare chi mi è stato vicino: la famiglia, il Napoli, il Santos che mi ha messo a disposizione le strutture e Dio. E' un miracolo» . La fede di Rafael come un guantone che da febbraio si è allungato per parare il cattivo umore. La barriera schierata contro preoccupazioni e timori. Una porta sbarrata a chi ipotizzava tempi più lunghi. A' muralha do Santos (e ora del Napoli) non ha più crepe. E' caduto e s'è rialzato. Da portiere. Come sempre ha fatto ogni volta s'è infortunato. «Il ginocchio è a posto, posso guardare al futuro con assoluta serenità» . E allora appuntamento a Dimaro. E ancor prima il dieci a Castelvolturno. Per il raduno. Per un ceck up ulteriore coi medici del Napoli. Il dottor De Nicola la sua ombra oltre oceano: Rafael non è mai stato solo. Seguito, monitorato, accompagnato in tutti questi mesi. E' lui il portiere del futuro. E' lui 'o goleiro del Napoli e del Brasile che verrà: sarebbe forse andato ai mondiali; punta ai prossimi del 2018. Rafael il finto giovane. Carta d'identità, con lui, non canta. Ha vinto la Libertadores, ha giocato con la Seleçao, ha gestito pressioni e responsabilità da grande. L'età (24) resta da ragazzino, l'esperienza e il valore da portiere fatto. Vero. Pronto: magari per i preliminari di Champions. «Quanto accaduto mi ha fortificato» . Rafael più di tutto e tutti. Il titolare oggi. Sano. Carico. Testato in tutti i sensi. Dal campo e dai medici.

Fonte: Corriere dello Sport


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