martedì 1 luglio 2014

0 Gemellaggio Roma-Napoli, il presidente dell'Associazione Italiana Roma Club: "Ipotesi..."


L’ipotesi di un gemellaggio tra Roma e Napoli dopo la tragica morte di Ciro Esposito, proposta dagli scrittori Mario Avagliano e Felice Cipriani tramite le colonne del Corriere della Sera, sta aprendo un dibattito aperto tra gli addetti ai lavori.
La redazione di ForzaRoma.info ha contattato in esclusiva il Presidente dell’Associazione Italiana Roma Club Francesco Lotito per conoscere il suo pensiero riguardo quest’ipotesi avanzata dai due scrittori: “Non mi pare un’ipotesi realistica, la situazione tra gli ultrà della Roma e quelli del Napoli in questi anni è degenerata come abbiamo visto. Noi siamo dell’idea che non ci dovrebbe essere tifo contro, non ci dovrebbero essere questi odi tra le tifoserie. Finita la partita e prima della gara non c’è motivo di odiare i tifosi dell’altra squadra. Questo dovrebbe essere il mondo del calcio visto che è sport e divertimento. Purtroppo però c’è gente che interpreta queste cose in maniera diversa.  Nessuno di noi è in grado di condizionare gli altri, io sono contrario anche ai cori discriminatori. Io ho parlato con il mio collega dell’Associazione Italiana Napoli Club che mi ha detto che c’è un’aria pesante a Napoli, volevamo fare anche un comunicato per esprimere la solidarietà ai familiari e spiegare uno stop alla violenza”.
Diventa a questo punto complicata la gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime sfide Roma-Napoli e Napoli-Roma: “Immagino che ci saranno le solite disposizioni del Ministero dell’Interno e dell’Osservatorio – spiega Lotito – sarà probabilmente impedito alle tifoserie ospiti di recarsi nell’altra città. Ci sarà forse la richiesta del Questore e del Prefetto di svolgere la partita di giorno. La gara a porte chiuse? Spero di no, quando si arriva alle porte chiuse è la morte del calcio. Spero che ciò non avvenga”.
Il problema di come riappacificare gli animi non è di facile soluzione, conclude il Presidente dell’AIRC Lotito: “Non è una cosa semplice. È come per la questione della Nazionale e delle dimissioni di Abete: non è solo una questione di persone ma di rifondazione del calcio, di cambiare un modo di gestirlo se si vuole avere un rilancio. Qui è la stessa cosa: a cominciare dall’educazione del tifoso fino alla situazione dei giovani, va fatto un discorso diverso, non si va in guerra allo stadio. È un processo lungo da far assimilare. Probabilmente le società devono fare uno sforzo per fare in modo che queste cose non avvengano più. I club dovrebbero dare un input ai propri tifosi di comportarsi in maniera diversa: il calcio non è una guerra ma un gioco e uno sport ed è opportuno che in tal modo sia interpretato da tutti”.

Fonte: ForzaRoma


0 commenti:

Feeds Comments

Versione mobile