giovedì 24 luglio 2014

0 IL MASCHERANO BIONDO - Gaston Gil Romero, proposto al Napoli il talento che...


“Mascherano biondo” col mito di Verón, pronto a raccoglierne l’eredità
La Scheda
Nome Completo: Gastón Gil Romero
Squadra: Estudiantes
Età: 21 (06/05/1993)
Ruolo: Mediano
Nazionalità: Argentina
Altezza (m): 1,77
Peso (kg): 73
Piede: destro
Ultima Stagione: 35 pres., 1 gol
Valutazione (euro): 0 (da gennaio prossimo)
Scadenza contratto: 30/06/2015
Procuratore/Agenzia: sconosciuto

A una settimana abbondante dalla fine del Mondiale in Brasile, la carenza di calcio si è abbattuta prepotentemente sul popolo del pallone. Ma non basterà un bicchiere di latte al giorno – tra un quotidiano sportivo all’altro, al bar con gli amici o sotto l’ombrellone, si dovrà attendere impazientemente il ritorno alla normalità, con la ripresa dei campionati di club. Adeus Brasil, grazie per lo spettacolo, ma ora vogliamo equilibrio. Perché da voi il carro armato tedesco si è imposto sopra tutti per supremazia tattica, fisica e tecnica. Una macchina da gol – squadra completa sotto ogni punto di vista, capace di rifilarne ben sette proprio a chi gli aveva dato alloggio. Ma che allo stesso tempo, in finale, ha fatto tirare un enorme sospiro di sollievo a una nazione intera. Messi campione del Mondo in Brasile? Un incubo! Concetto impossibile da digerire in terra amazzone. E alzi la mano chi, come il sottoscritto, non aveva auspicato proprio in un esito simile. Dalla parte dell’underdog, da chi ha messo il cuore e la garra prima del talento. Un’immagine che può essere spiegata solo da quel salvataggio in extremis di Mascherano in semifinale. Rincorrendo  Robben alla disperata e bloccandolo sul più bello – per non svegliarsi  da un sogno. Giocatore meravigliosamente unico “El Jefesito”, o forse non ancora per molto. Perché in Argentina gioca un “gringo” dai capelli biondi e dalla pelle chiara. Ma non fatevi ingannare dai tratti europei del ragazzo (lo chiamano “l’oriundo”), Gastón Gil Romero ha una corazza dura. Di chi ha imparato a darle come a prenderle, in campo come nella vita.
Nasce a La Plata, capoluogo di Buenos Aires, ma cresce nel paese originario di famiglia a General Roca. Talento precoce, già all’età di 5 anni muoveva i primi passi tra le file del Deportivo Roca, vecchio club del padre. Tanta voglia di arrivare, anche a costo di fare sacrifici importanti. Come quello di allontanarsi dalla famiglia per dedicare una vita intera al fútbol. Finché nel 2007, il suo allenatore Claudio Vivas (vice del “loco” Bielsa durante l’esperienza a Bilbao) decide di riportarlo a casa. Dai genitori e da quella maglia che ha sempre amato: l’albirrojadell’Estudiantes. E pensare che fu ad un passo dal Boca Juniors. Passò due provini, e le pratiche burocratiche per portarlo in gialloblù erano cosa fatta. Poi, quasi per giustizia divina, quella visita a La Plata per salutare un amico. Arriva la chiamata del nonno, tifosissimo dell’Estudiantes, proprio come Gastón: “perché non ne approfitti per provare anche con loro?” Fu preso subito. Matrimonio che ad oggi non si è mai interrotto, e che gli ha permesso di giocare letteralmente a fianco del suo mito Verón, nel “doble 5” (doppio mediano) titolare di Mauricio Pellegrino. Ma per questo deve ringraziare soprattutto “el Vasco” Azconzábal, allenatore del suo esordio, a 18 anni, in prima squadra. Un’opportunità enorme, che Gastón ha saputo cogliere al volo. Con Pellegrino in panchina è arrivata la continuità: 35 partite, tutte da titolare (media di 89 minuti a partita), e anche un gol contro gli All Boys. Entrando nel cuore dei tifosi dopo l’addio di Rodrigo Braña, idolo assoluto del club, a cui Gil Romero viene accostato per qualità tattiche e mentali. Ha indossato la fascia da capitano in tre occasioni, spianandosi la strada come nuovo idolo dei Pincharratas in seguito all’imminente ritiro di Verón. Sogna l’esordio con la Selección argentina, ma intanto può già vantare esperienze in U18 e U20. Dove ha avuto l’opportunità di allenarsi con campioni del calibro di Messi, Agüero e Lavezzi , durante lo sparring della Copa America 2011.
Mediano incontrista davanti alla difesa dal telaio piccolo, che riesce a compensare con grande reattività e dinamicità. Resistente in fase difensiva come quando è in possesso del pallone – è determinato e non tira mai indietro la gamba in fase d’interdizione. Quando si tratta di attaccare (ormai sempre più raramente), è in grado di sferrare accelerazioni palla al piede fulminee, mostrando anche discrete doti nei dribbling, tra creative giravolte (suo marchio di fabbrica) superiori alla media per il suo ruolo. La qualità che colpisce maggiormente è però la sua eccellente disciplina tattica, senza dimenticare che sulla carta d’identità c’è scritto 1993. E’ già un saggio: trasformato da mezz’ala d’inserimento a vero e proprio metodista, ha conservato buona corsa e propositività . Ma allo stesso tempo, è riuscito a mettere ancora più in risalto le sue innate qualità nei contrasti e nel posizionamento. Un gran lettore di gioco, sempre a testa alta, a cercare il passaggio semplice verso il regista. Anche perché non ha proprio una tecnica sopraffina – usa solo il destro e i suoi tiri lasciano spesso a desiderare. Bravo anche nella protezione del pallone – è un giocatore che non molla mai l’avversario e anche per questo prende tanti calci. A cui ha imparato a non reagire rabbiosamente. Perché in testa ha impostato il pilota automatico a tre comandi: pressa-ruba-scarica.
E’ un’occasione perché…
A scadenza di contratto nel giugno 2015, è un’occasione che non può essere ignorata. Giovane ma esperto, l’unico ostacolo per il suo approdo in Europa potrebbe esistere nello stato da extracomunitario. Rimane comunque un talento su cui investire per il futuro. Che potrebbe tingersi d’azzurro, in nazionale Albiceleste come nel Napoli. A cui è stato proposto più volte (assieme al portiere Rulli e al terzino Silva) grazie agli ottimi rapporti tra Benítez e il suo vecchio vice Pellegrino. Dovrà chiudere in fretta, perché Gastón sogna lo sbarco nel vecchio continente. Dall’Argentina alla Premier, dove gli estimatori non mancano. Magari seguendo proprio le orme di Mascherano, vecchio obiettivo del Napoli, ormai all’alba dei trent’anni e pedina fondamentale in un top club come il Barça. Ecco perché il nuovo che avanza potrebbe chiamarsi Gil Romero: “Jefesito” junior più economico, ma dal sicuro avvenire…
Il Pagellone
Passaggi 7
Colpi di testa e elevazione 6,5
Contrasti 9
Velocità 7,5
Dribbling e fantasia 7
Tiro 7,5
Forza ed equilibrio 7,5

Fonte:  DiMarzio


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