lunedì 21 luglio 2014

0 INCREDIBILE RETROSCENA - Insultarono Morosini, Paulinho dice no al Verona!


Tutti in piedi. Standing ovation per Paulinho. Il bomber venuto dal Brasile nell’inverno del 2005 saluta il Livorno dopo quasi 10 anni, 162 presenze e 53 reti. Manca solo l’ufficialità, ma ormai Paulo Sergio Betanin può essere considerato a tutti gli effetti un giocatore dell’Al-Arabi. Ma c’è un retroscena. Giovedì Paulinho è tornato in Italia dopo aver trascorso le vacanze in Brasile. Il tempo di smaltire la stanchezza e via a Carpi insieme al suo procuratore Bagnoli per sedersi attorno al tavolo apparecchiato con tovaglia gialloblù. Da una parte c’era il ds scaligero Sean Sogliano. Dall’altra quello amaranto, Signorelli. Giovedì l’attaccante era virtualmente un giocatore del Verona. Le parti erano d’accordo su tutto. Poi la notte ha portato consiglio. I tormenti del cuore. Perchè tutto è possibile nel calcio, specie quello colorato d’amaranto. Giovedì sera Paulinho pensa a Livorno, a quella gente che l’ha visto ragazzino. Poi guarda al suo polso dove indossa il braccialetto amaranto in ricordo di Piermario Morosini. Al risveglio chiede un tempo supplementare di riflessione.
Passare dal Livorno al Verona non è uno scherzo. Ma nella fase di stand-by ecco il colpo di scena. A toglierlo dagli impicci ci pensa l’Al Arabi a cui non mancano soldi, idee e tempismo. La loro è un’offerta irrinunciabile. E allora ciao Mandorlini, ciao curva più nera d’Italia, ciao frangia di tifosi che infamò Piermario.

Fonte: IlTirreno


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