martedì 15 luglio 2014

0 L'errore fatale, le critiche e poi lo scatto d'orgoglio: Higuain ora rialzati, c'è il Napoli


Non è stata una notte facile per Gonzalo Higuain. Il suo mondiale è finito dopo settantasette minuti di una finale in cui l’Argentina ha ben figurato più come squadra che come individualità. Rabbia, delusione e orgoglio ferito. Da possibile eroe del Maracanà - sui suoi piedi la palla che avrebbe dato il vantaggio alla Seleccion nel primo tempo - sulla sua testa il peso di un mondiale disputato non da protagonista. In Brasile non era arrivato in perfette condizioni fisiche, ma Sabella gli aveva dato fiducia e minuti in campo. Sei partite, 493 minuti giocati, 1 gol. Resta scolpito nella mente di tutti gli amanti del calcio e non solo, il gol, l’unico, con il quale ai quarti di finale aveva spento le ambizioni del Belgio. Una realizzazione esemplare, il tocco di classe di un campione di caratura internazionale. Il resto, però, è stato il nulla. Contro la Germania, un gol in fuorigioco, tanto movimento attorno ad uno spaesato Messi e null’altro.
Gonzalo Higuain, mister cento milioni di euro, così come era stato etichettato dopo che Aurelio De Laurentiis aveva svelato l’entità della clausola rescissoria che lo lega al Napoli, finito il mondiale dovrà trovare stimoli e motivazioni per l’altro obiettivo dichiarato. «Ora penso soltanto alla mia nazionale - aveva detto - qualche giorno prima della finale - poi spero di vincere qualcosa con il Napoli». Parole che oggi risuonano nella testa di un campione bastonato che ha già voglia di rialzarsi. E, allora, rialzati in fretta Pipita. Le vacanze dureranno tre settimane. Ha la fiducia assoluta dell’allenatore, del club e dei compagni. A Napoli è il leader di un progetto ambizioso, è la pepita d’oro messa in cassaforte da De Laurentiis, il bomber da trenta e passa gol che dovrà traghettare i compagni verso la meta ambita del primo posto in classifica. Adesso a Higuain le meritate vacanze, mentre Napoli aspetta e spera.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno


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