venerdì 4 luglio 2014

0 Maradona: "Vi spiego perchè lasciai il Barça, tutti i retroscena! Dissi 'no' a Juve e Milan..."


Maradona, quel giorno come è cambiata la sua vita? «Sono stato felice come uomo e calciatore. Mi sentii finalmente libero di giocare in una squadra che avrebbe esaltato le mie qualità e la mia fantasia con un pubblico unico. Sì, è vero, avevo lasciato il Barcellona che era ed è una delle squadre più blasonate al mondo: me ne rendevo conto perfettamente. Però nel mio periodo in Catalogna quasi non mi sentivo parte di unprogetto. Non a caso poi mi hanno ceduto al miglior offerente e per mia gioia era il club azzurro».

Cosa ricorda di quella trattativa che non finiva mai e che tante volte sembrava arrivata a un punto di rottura? «Non vedevo l’ora che arrivasse l'annuncio del mio trasferimento al Napoli.
Ero chiuso in albergo, dove mi raggiungevano informazioni spesso contrastanti, tanto che a un certo punto avevo anche smesso di sperare nell'agognato sì perché le cose si stavano complicando ».

Quando presela decisione di lasciare Barcellona per Napoli? «Capii ad un certo punto che il clima intorno a me era diventato strano, al minimo errore venivo criticato e trovai anche poca solidarietà quando subii il grave infortunio alla caviglia.Ma superai anche quell’ostacolo. E presi la decisione di andare via».

Chericordiconservaancora deiprimi giorni napoletani?E dellaprimavolta alSanPaolo conlo stadiopienopersolo perlapresentazione? «Eropazzo di felicitàed entusiasmoe decisi di accettare il trasferimento alNapoli nonostantemoltepersonemi consigliassero dinonfarlo perchéMaradonanonpoteva giocareconunasquadrache lottava pernonretrocedere.Ma iohofatto valere ilmiosesto sensoenonmisonosbagliato, c'è stata lamagiaehavinto l'istinto».

Perchéproprio Napoli? «Misonolegato a Napoli per il calorechela città e la tifoseria mihannoriconosciuto dal primogiornocheilmionomeè stato accostato alla squadra azzurra, tuttipuntavanosu di mee iononpotevodeludere Napoli. Vi raccontoun episodio.Ero a Barcellona nei giorni in cui stavomaturandoil desiderio di cambiare ariae nonpotete capire quanti napoletanimifermarono lungo le strade di Barcellona chiedendomidi vestire subito lamaglia del Napoli. Fantastico.Furonoquei gestia farmi capirecomesarebbe statoimportante permevenire aNapoli».

Diego,giocandoconla Juveo l'Interquanti scudettio quantecoppein piùavrebbe vinto in Italia? «Niente.Perchénonavrei giocatoconaltre squadre italianechenonfossero il Napoli.Edi offertemene arrivarono: indirettamente dalla Juventusmainun periodo in cui la Fiat era in crisi (e Boniperti dovette fare marcia indietro, ndr) e direttamente dalMilanattraversoun rappresentantedi Berlusconi. Continuoapensare, e lo penseròsempre,cheNapoli sia stata la scelta più corretta: era il miodestino».

Lagioia delprimoscudetto. Macomefaceste aperdere il campionatodel1988? «Arrivammoalla fine della stagione senzapiù energiee granparte dellasquadra aveva unrapportononeccellentecon l'allenatore Bianchi. Peccato, perchéaduncertopunto sembravamoirraggiungibili, sembravachefossimopronti a vincere ilsecondoscudetto consecutivo.Poi il calo gradualee la sconfitta nel confrontodirettoconil Milan, quello giocato ilprimomaggio. Provaia caricare l'ambiente chiedendodivedere solo bandiere azzurre,maservì a pocoperchéeravamostanchi e acciaccati.Purtroppo il Milan, almeglio delle suecondizioni, riuscìa vincere alSanPaolo.Fu permee per tutti noiuna grandedelusione».

Diego, degli88gol segnaticon lamagliaazzurra, qualihapiù nelcuore? «Tuttihannounsignificatoe tutti li ricordo,comepensotutti i tifosi napoletani. Però quello segnatoa Bologna, nella sfida checiconsegnòilsecondo scudetto, lo mettoalprimo postonella galleria dei ricordi peril valore di riscattoche ebbe.Perme,per la squadrae la città. Poi, comefaccio a dimenticare il gol al Veronasegnatoda centrocampo,quello alla Lazio direttamentedacalcio d'angolo eil calcio di punizionealla Juventus diventato, ormai,unpezzodi storia per il calcio?».

Mailprimoanno, Marchesiallenatore, conlasquadrain lottaperla B,si èmaipentito di essere venutoaNapoli? «Inizialmente erounpo’ sfiduciatoe insistevoconla società nel pretendere calciatoricheci permettessero nonsolo di salvarci,maanche di essere finalmente competitivi.Miripetevano semprecheavrei dovuto aspettare la stagione successiva.Edevodireche avevanoragione».

Qualeilcompagnoacuiha volutopiùbenenei setteanni napoletani? «Èdifficile sceglierneunopiù di unaltroquandoinuno spogliatoio tutti tihannovoluto bene,eravamounasquadra chegiocavaedera unita per la maglia.Lapartita già si vinceva nello spogliatoio. Però alcuni compagnilivedoancora eho conlorounrapportosempre speciale. Bruscolottimi consegnòla fascia di capitano cheera la suae gli dico grazie ancheperchémihasempre consideratounfratello. Lui ela moglieMary, chericordia casa suadavanti alla proverbiale pasta e patateconla provola».

Seè venutoaNapolia chidevedire grazie, piùaJulianooa Ferlaino? «Ilmerito è stato sicuramente di Juliano ediDinoCelentano, i duedirigenti del Napoli rimasti perdue settimaneaBarcellona nella convinzione chealla fine l'avrebbero spuntata nonostantele mille difficoltà. Ferlaino, invece,non credevaalla possibilità di portarmial Napoli e avevagià avviatounatrattativacon l'AtleticoMadridper prendere HugoSanchezalmiopostoma già i napoletanisognavano Maradona».

Fonte: ILamttino


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