mercoledì 27 agosto 2014

0 Corbo: "Albiol svagato, ha smesso di mordere. Callejon lancia messaggi per..."


Vista e rivista la partita del San Paolo, per credere nella superiorità del Napoli a Benitez sono bastati i primi 5 minuti, non gli ultimi 30 che furono solo rimorso e fiamme. Proprio all’inizio Jorginho scavalca con un lungo ponte centrocampo e difesa dei baschi, offrendo a Insigne (faccia alla porta) una palla da domare e sistemare in rete. Il mancato aggancio dell’incupito ragazzetto di Frattamaggiore non svaluta il pregio tattico dell’azione. In quella scena c’è tutto per cambiare le previsioni di stasera. C’è il Napoli che può avviare il suo congegno offensivo con lanci dritti e profondi in favore dei suoi scattisti. E c’è l’Athletic Bilbao con le sue due note preminenti. Si muove in ampiezza, quindi corto e largo, in grado non di chiudere ma di occupare quasi tutti gli spazi. Ne lascia spesso scoperto uno: alle spalle di una difesa peraltro lenta. Concentrazione, freschezza di riflessi, precisione possono rimediare all’oggettivo svantaggio del maldestro 1-1 interno. Il Napoli è sempre in grado di fare un gol, tranne che con l’Arsenal, ha creato almeno 4 o 5 azioni da rete.
Il Bilbao può invece prenderne per la modesta velocità dei suoi centrali difensivi, pericolosi tuttavia di testa nei calci piazzati. Tatticamente aperta la gara che vale più dei 35 milioni di profitti Champions: soldi che consentiranno almeno due acquisti e una gestione spensierata. Ma partita non facile da chiudere, perchè richiede anche risposte chiare da alcuni protagonisti in penombra. Il primo è Rafael, dovrà dare la serenità che trasmetteva l’istrionico Reina in uno stadio chiassoso e rovente come un girone dell’inferno. C’è poi Albiol, dalla scorsa primavera svagato e distante dall’avversario, non si stacca in avanti, un bel pastore dei Pirenei che purtroppo ha smesso di mordere. Sul versante destro si aspetta Callejon, riapparso quest’anno demotivato o forse attento solo a lanciare messaggi per migliorare lo stipendio. Con Albiol e Higuain proprio in Spagna non può deludere. Balenziaga terzino sinistro aiuterà a capire le attuali condizioni di un fantastico esterno oscurato da umori autunnali. Al poderoso fluidificante basco De Marcos l’allenatore Valverde chiederà di ripetere le scorribande di Napoli: ma quale fu il rapporto tra le sue sfrontate avventure in avanti e i mancati controlli di Insigne? Vedremo stasera se Mertens è incisivo anche nel primo tempo, avendo abituato il Napoli ai soli finali pirotecnici. Delicata la prova di Hamsik. Sotto quella esagerata cresta nera c’è davvero un leader o una eterna promessa? Per l’enigmatico capitano c’è un’intervista che dovrebbe rileggere: l’olandese De Guzman si presenta come trequartista, solo a gentile richiesta di Benitez fa il mediano. Attento Hamsik c’è uno scomodo concorrente. Il gol che tiene in corsa il Napoli mette in allarme il francese Laporte e l’anziano Gurpegui. E’ Higuain la grande speranza di questo Napoli, sempre pronto ad affliggere come a stupire. Qualche risposta va chiesta anche a Benitez, taciturno e sornione nella deludente campagna acquisti. Non dica più che uscire dalla Champions non sarebbe una tragedia, come avvertì una settimana fa. Metta tutta la squadra al servizio di Higuain e dei suoi scattisti. Dovrà altrimenti spiegare domani che Napoli sarà in campionato, come allestirà per l’alta classifica italiana una squadra di talento ma incompleta, povera ma ancora bella.

Fonte: Repubblica


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