lunedì 11 agosto 2014

0 Corbo: "Amicizie sbagliate, ecco cosa evitò De Laurentiis a Lavezzi dopo..."


PARIS Saint Germain e il Napoli scoprono un punto di contatto. In una sola parola c’è tutto il disagio che penalizza l’amichevole di stasera. Il ritardo. La potente multinazionale stenta a trovare la condizione atletica, come dimostra l’opaco pareggio (2-2) di Reims nel debutto della Ligue 1, il campionato francese. I due gol di Ibrahimovic hanno solo evitato la sconfitta, niente di più. Il Napoli invece corre in affanno contro il tempo e per riattivare la campagna acquisti. Sta per scadere il termine per la lista dei giocatori da schierare in Champions. Al mercato internazionale non c’è niente invece che avvicini i due club. Esagerato lo shopping del Psg, che proprio non bada a cifre. Il presidente Nasser Al-Khelaifi ha appena presentato il brasiliano David Luiz, capellone tutto riccioli, uno dei più forti difensori al mondo. Cinquanta milioni, che vuoi che siano? Sembra chiusa la trattativa per l’argentino Di Maria, per le ritrosie del Real Madrid, non certo per il timore di infrangere le barriere del fair play finanziario imposto da Platini. Come osservano i maliziosi francesi il Psg ha buoni rapporti con il presidente Uefa. Il figlio, l’avvocato Laurent Platini, lavora in una società collegata alla galassia dello sceicco che finanzia il club.

L’OPULENZA del Psg non ha placato i furori del sempre tormentato Edinson Cavani, presente a Reims ma senza gol. Il 25 luglio sembrava preparasse la sua ennesima fuga. Stavolta da Parigi. Escluso dalla tournée in Asia, era dato in partenza per il Manchester United per 65 milioni, uno o due più di quanti ne abbia incassati il Napoli per cederlo nell’estate 2013. Affare sfumato. L’indiscrezione era tuttavia fondata su una coincidenza. Cavani calza da tempo scarpette del nuovo sponsor tecnico del club inglese. Non è certo la serenità lo stile di vita di Cavani: il bomber senza pace torna stasera con qualche imbarazzo a Napoli, la città del suo imprevisto lancio nel grande giro. Dopo 104 gol in tre anni il rimpianto dei tifosi è inferiore al contributo immenso di Cavani al Napoli. Incide il ricordo della sua ostinata voglia di andar via. Si ricordano ancora le interferenze e gli appelli del padre, dei familiari, persino dei sacerdoti uruguaiani. Diverso il rapporto di Lavezzi, sanguigno fantasista entrato nel cuore dei tifosi. La sua partenza fu determinata non solo dalla clausola rescissoria, quanto da motivi di opportunità. Qualche amicizia sbagliata fu segnalata anche al presidente, nella sede della Procura antimafia di Napoli, nell’incontro del 14 febbraio 2012. De Laurentiis da padre più che da presidente, si preoccupò di evitare a Lavezzi il minimo rischio di relazioni pericolose con ambienti caldi della città. Le vicissitudini di Maradona sono tristemente note e giustificano la massima prudenza. La bulimia del Psg non ha eguali in Europa, meno che mai in Italia, dove la serie A stracarica di debiti è costretta a cedere e mai a comprare i migliori. Difficile anche questo mercato, nel segno costante dei ritardi. Da gennaio non si è letto che il nome di Mascherano, si arriva con quella casella ancora vuota alla terza amichevole della stagione. Quest’anno il Napoli ha avuto tutto il tempo per definire un chiarissimo quadro operativo. Il database e le conoscenze personali di Benitez sono stati illuminanti. La macchinosa attività per gli Acquisti influisce anche sul comparto Vendite. Modeste le domande, che convergono su elementi ancora interessanti. Come Fernandez e Zapata, dopo Behrami. Le amichevoli hanno intanto rafforzato la quotazione di Koulibaly, si abbassa quella di Vargas. Non esalta Michu, ma può essere solo questione di forma.

Fonte: Repubblica


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