venerdì 8 agosto 2014

0 Felpa gialla e cappuccio, Fellaini in giro per le strade di Manchester...passa inosservato!


Benitez non si opporrà: «Siamo forti — ha detto il tecnico — ma cerchiamo altri giocatori per migliorare». Chiaro il riferimento a Fellaini, chiodo fisso dell’allenatore. Il belga è quell’iniezione di classe e talento necessaria, secondo Benitez, per il restyling della mediana. Un (primo) rinforzo di qualità, l’altro (il secondo) avrà doti spiccatamente difensive. È questa la miscela giusta indicata dall’allenatore per il tandem del nuovo Napoli a centrocampo. Fellaini è sempre in rampa di lancio: il giocatore ha già fatto capire al Manchester United di voler cambiare aria. I colloqui avuti con Van Gaal sembrano precludere una sua permanenza all’Old Trafford. Le difficoltà sono tattiche ma anche ambientali considerando lo scarso feeling con i tifosi. Ieri pomeriggio è passato quasi inosservato tra le strade di Manchester. Felpa gialla e cappuccio, quasi a voler nascondere i ricci, marchio di fabbrica che non va più tanto di moda in Inghilterra.
I contatti sull’asse Napoli-Manchester sono febbrili: se lo United darà il via liberà, bisognerà trovare l’intesa sul prestito oneroso e sulla quota d’ingaggio che la società di De Laurentiis intende risparmiare. L’affare non è semplice, ma lo sprint è lanciato e gli azzurri sperano di avere notizie positive al più presto considerando che lunedì va consegnata la lista per il preliminare di Champions. Per i tifosi è un giorno importante: si aspettano un regalo in occasione della presentazione della squadra che avverrà prima del match con il Psg (la società invita tutti alle 18.30, la gara inizierà alle 20). Benitez è d’accordo con i sostenitori azzurri considerando che Behrami è già dell’Amburgo. Il commiato dello svizzero non è stato tenero nei confronti dell’allenatore. «La gente mi ha aiutato in campo e fuori. L’urlo del San Paolo mi ha sempre gasato molto». Il motivo dell’addio è molto semplice: «Non era un problema di modulo — ha spiegato a radio Kiss Kiss — vivo molto il rapporto con l’allenatore. Con Mazzarri ce l’avevo, con Benitez meno. Ho bisogno di sentirmi considerato e sentire la fiducia per dare il massimo. Benitez è un tecnico molto bravo ma che non mi ha dato tanto dal punto di vista dell’approccio».

Fonte: Repubblica


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