lunedì 11 agosto 2014

0 Più fischi che applausi per Cavani! Napoli-Psg, già venduti...


Una volta erano i tre tenori del Napoli. Marek Hamsik, Ezequiel Lavezzi ed Edinson Cavani. Segni particolari: campioni autentici. Del San Paolo erano i padroni assoluti. I loro acuti facevano impazzire i tifosi. Classe, potenza e imprevedibilità, ecco la miscela esplosiva che ha infiammato la colonnina dell’entusiasmo per due anni. Dal 2010 al 2012 hanno lasciato il segno centrando la prima qualificazione in Champions dell’era De Laurentiis e la Coppa Italia conquistata a Roma dopo un digiuno lungo 22 anni. In sottofondo una compilation di prodezze a raffica: 55 gol nella stagione 2010/2011, 56 in quella successiva. Poi si sono separati. Hamsik è diventato l’emblema del Napoli. Lavezzi e Cavani, invece, hanno scelto un altro teatro dove esibirsi. Sono stabilmente in cartellone al Parco dei Principi di Parigi, teatro confortevole ma decisamente snob. Domani sera torneranno a Fuorigrotta per l’amichevole di lusso, valida per l’Acqua Lete Cup, tra Napoli e Psg. La prevendita è schizzata verso l’alto: i biglietti acquistati sono già più di 40 mila. Impossibile ignorare due pezzi di storia.
Resta da capire come saranno accolti: Lavezzi sarà accompagnato da un’eco di nostalgia, Cavani meno. Molti appassionati non hanno digerito il suo addio con saluto tardivo. Il fronte è comunque diviso: sul biglietto da visita del Matador ci sono sempre 104 reti che difficilmente si dimenticano. Più fischi che applausi, comunque. È questa la sensazione. Il diretto interessato non è preoccupato. «A volte — spiega l’uruguaiano — il calcio non ha memoria, ma sono convinto che il vero tifoso, quello che ha vissuto momenti speciali con quella squadra, qualcosa riconoscerà. Se non sarà così, pazienza. Bisogna sopportare tutto ». L’attesa comunque è alta. Cavani e Lavezzi se ne accorgeranno domani mattina quando si sistemeranno nel solito albergo del Lungomare, buen ritiro del presidente De Laurentiis. L’eventuale siparietto sarà tutto da gustare. «Sinceramente — continua Cavani — non vedo l’ora di ritornare in città: sarò molto felice. Non posso dire quali emozioni proverò, di solito arrivano all’improvviso e non posso certo prevederle in anticipo». Il saluto con Hamsik è quasi scontato. Lo slovacco è stato affiancato da nuovi tenori (Higuain, Mertens, Callejon su tutti) ma ormai è un simbolo tanto da diventare il capitano dopo l’addio di Paolo Cannavaro.

Fonte: Repubblica


0 commenti:

Feeds Comments

Versione mobile