martedì 2 settembre 2014

0 Benitez-De Laurentiis, il progetto vacilla. Il tecnico può andar via nel 2015!


Forse, stavolta Aurelio De Laurentiis deve uscire dagli equivoci (dialettici ed operativi) con i quali ha deciso di convivere ed offrire soluzioni a se stesso, al manager che rappresenta, ad una società che sta implodendo e a una città che s'è accartocciata nella delusione per una Champions scaraventata nel cestino ancor prima di giocarsela. Forse ora Aurelio De Laurentiis deve interrogarsi su cosa sia il Napoli, su cosa possa ancora diventare, su come vada gestito in questa fase di (apparente) crescita, su chi siano gli uomini sui quali contare, su quali aree intervenire: però servono risposte concrete, prive di demagogia, razionali per un imprenditore moderno ch'è a capo di un'azienda atipica nella quale il sentimento e la passione vanno inseriti in capitoli di bilancio. Il calcio non è un cinepanettone, che dura per qualche settimane e dà frutti in due o tre week-end: e il Napoli, che ha sei milioni di tifosi sparsi nel mondo, non può vivere nella palude del mercato, per cento giorni prigioniero del preliminare della Champions.
Il san Mamés non ha spalancato le porte d'un finale di mercato incandescente e anzi con l'avvio del processo suggerito dall'Athletic Bilbao De Laurentiis deve risolvere energicamente e con autorevolezza gli enigmi che inquietano e che lasciano (seriamente) scricchiolare il Napoli alle fondamenta: a giugno 2015, il contratto di Rafa Benitez non avrà il paracadute dell'opzione a favore della società ed un allenatore che avverte il senso della nostalgia per la famiglia, può non avere alcun obbligo morale (né contrattuale) verso chi ne ha deluso le proprie aspettative. Riconquistarlo, a questo punto, è una scelta. Il mercato ha poi rilanciato in De Laurentiis il sospetto che l'area tecnica, intesa come Bigon e lo scouting, vada riveduta e corretta ed il sostegno alla tesi di riflettere sugli uomini e sulla loro organizzazione è condivisa all'interno dell'area apicale del club che s'aspettava un ventaglio (pure piccolo) di alternative capaci di rompere gli indugi: un'idea seducente, insomma.

Fonte: Corriere dello Sport


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