lunedì 1 settembre 2014

0 Il Napoli ci crede fino all'ultimo e si concede finalmente un sorriso


Niente di meglio dei vecchi amici del Genoa, gemellati da trentadue anni, per risollevare lo spirito. Dopo 3’ il Napoli, convalescente dalla tempesta di Bilbao, è già in vantaggio con una ripartenza che coglie la retroguardia genoana in piena macaia: Insigne per Higuain, cross perfetto per Callejon che impatta con il destro. Per i restanti 90’ la partita rimane in equilibrio, fino, in pratica, al recupero quando i rossoblù, stremati da una grande prestazione, cedono metri e attenzione. Perin è un argine strepitoso (ultima impresa su Mertens), ma non può nulla al 51’ quando De Guzman lo infilza. Il balzo coordinato di tutta la panchina del Napoli esprime la liberazione di un gruppo che non poteva permettersi passi falsi dopo l’eliminazione in Champions League. La vittoria scaccia il malessere. Al Genoa restano la delusione e la sensazione di essere stato punito oltre i suoi demeriti.
La prova del Grifo 2014-2015 è gagliarda, ma tecnicamente migliore nel primo tempo quando il gruppo Gasperson ha una buona reazione al gol incassato soprattutto grazie alla vitalità di Diego Perotti sulla fascia destra. Da lui partono due cross interessanti su cui Antonelli e Pinilla si ostacolano. Fatto il gol, il Napoli indietreggia caricando la molla del contropiede, atteggiamento un po’ micragnoso per una squadra da grandi ambizioni. Due grandi colpi di testa di Pinilla (senza più ostacoli, con eccezionali respinte di Rafael), certificano il ritorno in partita del Grifo dopo l’appannamento iniziale. Si vede il lavoro di Gasperini sul 3-4-3, ci sono valori. Dall’altra parte la squadra di Rafa Benitez subisce troppo, concede spazi. Così, al terzo tentativo, su invito di Marchese, la testata di un bravo Pinilla vale il pareggio. Genoa scorbutico, Napoli nervoso, Higuain ha un diverbio con Kucka. Adesso è il Genoa ad aspettare e il Napoli a tentare di impostare, ma gli uomini di Benitez sembrano più a loro agio quando c’è da verticalizzare e meno quando c’è da costruire. Nel Grifo cala un po’ Perotti, ma resta sempre alto l’impegno di Pinilla e, al centro, emerge un monumentale Rincon. Partita aperta, senza un padrone vero. Il Napoli finalmente ragiona e mette Zuniga davanti a Perin che dimostra tutta la sua personalità con un’uscita perfetta. La gara si regge sui nervi e quindi sull’errore dell’uno o dell’altro. Tra le sostituzioni, da segnalare quella di Callejon (entra Mertens) che appare visibilmente stupito e contrariato. Nel finale concitato è il Genoa a essere più stanco e quindi il Napoli diventa pericoloso. Perin al 39’ fa un doppio numero da circo: prima esce in maniera perfetta su Insigne lanciato in corridoio da un lancio di Inler, poi sul successivo colpo di testa dell’attaccante napoletano fa un salto da acrobata. Anche Insigne non gradisce la sostituzione. Non un bell’ambientino. Però, malgrado le tensioni, il finale è tutto azzurro. Perin si allunga su Mertens, ma è rimasto l’unica barriera. Gli altri, ormai in deficit di lucidità, si accomodano sull’idea che la partita sia finita al 50’, invece Banti fa giocare un altro minuto e De Guzman trova la rete per la felicità del Napoli e la beffa a un Genoa bello e rabbioso

Fonte: Corriere della Sera


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