venerdì 10 ottobre 2014

2 CALO DEGLI SPETTATORI - Solo 57 mila in 3 partite al San Paolo



L’adagio del San Paolo che è il dodicesimo uomo è diventato un po’ ritrito. Anche perché dello stadio di Fuorigrotta l’unica cosa che si salva è il pubblico. Senza i tifosi, l’impianto dove gioca il Napoli si potrebbe anche “buttare” e rifare da capo. È per questo motivo che il colpo d’occhio offerto dallo stadio casalingo negli ultimi tempi è stato un po’ come un tuffo al cuore. Pochissimi spettatori. Dove è finito lo stadio stracolmo che sempre o quasi ha accompagnato gli azzurri nell’era De Laurentiis. Ma non serve andare troppo indietro col tempo. Nella scorsa stagione, sin dal debutto interno, lo stadio azzurro era pieno. Un tripudio anche nella partita col Sassuolo, giocata più o meno di questi tempi (in realtà era ancora settembre) che fermò il ciclo di vittorie consecutive del Napoli. Ma anche andando avanti il San Paolo era veramente un fattore. Quest’anno non è così: senza contare il play off di Champions League, il pubblico ha mostrato fiducia, ma non nella campagna abbonamenti. Dato sotto i 10mila paganti che conferma un trend molto negativo, fenomeno questo in particolar modo evidente a Napoli. Ma se la società non si è mai mostrata preoccupata per non fare il “boom” di abbonamenti, per quel che riguarda la vendita dei biglietti un po’ di preoccupazione c’è. Contro il Chievo, con gli azzurri reduci sì dalla delusione Champions, ma anche dalla vittoria a Marassi col Genoa al debutto, c’erano 45.251 paganti. Stadio pieno, bel colpo d’occhio per l’esordio casalingo. Arrivò una sconfitta amara, che segnò l’inizio di una crisi d’autunno dalla quale il Napoli sta uscendo soltanto ora. In Europa League ci si riaffacciò a Fuorigrotta con un dato sconfortante: appena 14.900 paganti per il match con lo Sparta Praga. Un dato tangibile di come la cocente delusione per l’uscita dalla Champions si sia fatta sentire. E ancora il dato negativo è proseguito nel secondo match casalingo, quello col Palermo. In questo caso i paganti sono stati 18.251. Neanche 20mila presenze. Davvero poche per il Napoli, che di solito almeno 30mila tifosi riesce a portarli allo stadio. Coi rosanero fu un mezzo flop, ma nell’ultima partita interna, quella col Torino, il Napoli veniva da due vittorie consecutive, e ci si aspettava una reazione migliore da parte della tifoseria. Il pubblico è aumentato, ma non si è arrivati neanche a 25mila presenze. Appena 23.586 gli spettatori paganti (tutti dati ufficiali del club) e una crisi che non è terminata. 56.800 tifosi, circa, per tre partite. Lo scorso anno ce ne furono altrettanti per una singola gara, quella del debutto in Champions col Borussia Dortmund (quasi 57mila paganti). Sarà importante la ripresa dopo la sosta, e ovviamente vedere cosa succederà a Milano con l’Inter. Il Napoli tornerà a Fuorigrotta, poi, contro il Verona, e si spera di portare i tifosi a un numero più consueto.

Fonte: Il Roma


2 commenti:

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Anonimo ha detto...

La situazione è di una chiarezza disarmante. Non credo che se si prendesse un appuntamento di lavoro con un tizio qualunque e questo non si presenta, senza nemmeno avvisare, dubito che potrebbe esser preso in considerazione in futuro. Questa è la situazione di quel pappone di merda: ha promesso grandi acquisti e grandi traguardi per il "suo" Napoli...tutte chiacchiere, fatti zero. Poi scappa in America, dribblando tutti i vaffanculo che gli sarebbero piombati addosso, dando in pasto alla piazza il solo Benitez, che ha anche lui le sue colpe. Anzi, il pubblico napoletano ha concesso anche troppo tempo a quel ciarlatano cilatrone da quattro soldi, che per anni lo ha solo illuso. Raccoglie semplicemente ciò che ha seminato: una caterva di stronzate.
E francamente, sentire giornalisti come Del Genio che se n'è uscito qualche giorno fa: << Ma scusate, solo uno stupido poteva credere alle parole del Presidente, era chiaro che il Napoli non poteva competere per lo scudetto con Juve e Roma. Ma il Napoli è una fede, non si può andare allo stadio solo se le cose vanno bene. >> Vedi, caro Del Genio, se tu vuoi farti prendere per il culo da uno come questo cialtrone che ti spara addosso cazzate guardandoti per giunta negli occhi, fai pure, sono affari tuoi. Io uno del genere lo mando affanculo, senza se e senza ma, con o senza fede. Avesse dichiarato apertamente al pubblico che, togliendo qualche Coppa Italia e il piazzamento continuo nei primi sei posti della classifica, non aveva nè soldi, nè organizzazione, nè volontà di aspirare a grandi traguardi ed a investire ingenti capitali nel Napoli, non sarebbe successo nulla. E la gente avrebbe continuato a riempire il San Paolo.

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 22:04.

Mio caro Tifoso (la T maiuscola non è un caso), purtroppo io lo vado dicendo dal primo momento, conoscendo il personaggio come un fortunato Parveneu! Fin da quando faceva i comizi e le riunioni a Napoli per farsi conoscere dai Napoletani! Se nei primi 5 anni, pur aggredendolo, potevo comprendere lo stato d'animo dei tifosi e, quindi mi tenevo le critiche che ricevevo, dopo cominciai a dire a chi mi attaccava:"O siete in buona fede, ma stupidi, perchè la verità è scritta e detta ed evidente, oppure siete in malafede ed allora lucrate anche voi insieme a Lui!". Ero troppo drastico, forse! Ma, e ti assicuro non mi fa per nulla piacere, avevo ragione io!!! La SSC Napoli è troppo lucrativa per poterla dare in mano a chi davvero vuol fare impresa!!! 50 anni di tifo mi hanno insegnato questo, purtroppo! Il Napoli, per il seguito, l'immagine che ha nel mondo (non so ancora per quanto tempo), può esprimere traguardi al livello delle grandi, ma la Tifoseria, da sempre abituata ad accontentarsi di briciole (prima di Maradona, che ti ha dato un pallido esempio di quello che dico, perchè c'era quel arruffasoldi di Ferlaino, bastava che si battesse la Juventus per giudicare un'annata, indipendentemente dai traguardi che si raggiungevano), e pertanto poco adatta ad interessarti di vicende economico-finanziarie!
Il processo su descritto continua e sarà sempre così fino a quando la Tifoseria non comincerà a capire che oggi, il pallone nella rete è solo l'ultimo effetto e che la causa, invece, è altro!!!

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