lunedì 6 ottobre 2014

0 LA STRANA SERATA DI GARGANO - Dalla contestazione iniziale al riconoscimento finale. Il San Paolo sa anche perdonare



Come prima, più di prima. Perché c’è un prima e c’è un dopo, c’è un’accoglienza e c’è la riconoscenza. In mezzo, c’è un solo Gargano, che non riesce a far pace, che entra in campo e scopre che la curva B non gli ha perdonato lo sgarbo di due estati fa, d’essersi presentato all’Inter con la casacca nerazzurra addosso – e aver confessato di esserne tifoso – dedicandogli uno striscione (77: togliti la maglia); e con il San Paolo che poi all’uscita, al momento della sostituzione con David Lopez, riconosce i meriti di una prestazione come sempre generosa e l’applaude.

Una serata e varie sfaccettature, ma Gargano le vive a modo suo: va su ogni pallone, non indietreggia, non sente l’aria, avverte soltanto l’adrenalina e si butta a far pressing, magari rischiando persino qualche giocata, sbagliandone una proprio in avvio, ma cogliendo il sostegno dello stadio che perdona, stavolta sì. Poi, è un corsa mai vana, è un dispendio di energie fisiche e nervose che viene premiato con il congedo dal campo che rappresenta un passo in avanti verso una normalità che l’uruguaiano va silenziosamente ricercando senza mai risparmiarsi.

Fonte: Corriere dello Sport


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